Il misterioso velivolo spaziale X-37B raggiunge i 600 giorni in orbita
L'X-37B è un veicolo orbitale sperimentale senza equipaggio in uso ai militari dell'aeronautica statunitense. Il progetto, benché pubblico, è da sempre circondato da un alone di mistero e non tutti i dettagli delle missioni sono chiari.

Torniamo a parlare del spazioplano robotico x-37B, un velivolo sperimentale senza pilota sviluppato per la U.S. Air Force, in grado di volare e atterrare in piena autonomia.

Come anticipato nell’articolo pubblicato nell’ottobre del 2014, lo spazioplano è attualmente impegnato in quella che viene definita la missione OTV-4 (Orbital Test Vehicle), cominciata con il lancio da Cape Canaveral del 20 maggio 2015 a bordo di un razzo Atlas V.

Finora, il misterioso ‘drone spaziale’ è rimasto in orbita attorno alla Terra per 600 giorni, accincendosi a battere il suo stesso record ottenuto nella precedente missione OVT-3. Se il veicolo spaziale supererà i 674 giorni in orbita terrestre,  diventerà la missione orbitale più lunga di sempre. Ma perchè tutto questo tempo?

In realtà, non è chiaro per quanto tempo durerà la OTV-4, e nemmeno quello che X-37B sta facendo in orbita attorno alla Terra. La maggior parte dei dettagli sulle missioni e sui carichi utili dello spazioplano sono segretati.

La storia

Il programma originale X-37 della Nasa cominciò nel 1999 e prevedeva lo sviluppo di un velivolo per le operazioni orbitali prolungate fino a nove mesi, in missioni di riparazione o messa in orbita di satellite, così come di operazioni per l’aeronautica militare.

Lo sviluppo procedette fino al settembre del 2004, quando la Nasa trasferì il programma all’agenzia DARPA (Dipartimento della Difesa degli Stati Uniti). Viene sviluppato e testato con successo un primo velivolo sperimentale denominato ALTV.

Nel 2006, il progetto vede un coinvolgimento più diretto dei militari e viene annunciato lo sviluppo dell’X37-B, (derivato dal precedente programma della NASA), denominato Orbital Test Vehicle (OTV). Di fatto, il progetto da civile, diventa militare.

Il velivolo X-37 che la Nasa aveva progettato non sarà mai costruito, ma il suo design è stato il punto di partenza dell’Orbital Test Vehicle (X37-B) dell’Air Force. [Fonte: US Air Force]

Le missioni

Ad oggi, il programma X37-B ha visto il lancio di quattro missioni, 3 concluse con successo e la quarta ancora in corso. Pochi dettagli delle missioni sono noti, dato che il resto è coperta dal segreto militare.

La prima missione OTV-1 è stata lanciata dalla base dell’Air Force a Cape Canaveral il 22 aprile 2010 e prevedeva alcuni test eseguiti durante il volo in orbita bassa. Dopo 224 giorni nello spazio, lo spazioplano è rientrato alla base aerea di Vandenberg il 3 dicembre dello stesso anno.

La missione OTV-2 è decollata il 5 marzo 2011. I dettagli della missione sono completamente segreti. I portavoce del Pentagono si limitano a dire che doveva solo sperimentare e collaudare le nuove tecnologie con cui è realizzato.

Nella stiva, inoltre, il veicolo-spia trasportava anche apparecchiature di osservazione e sensori vari di natura però non precisata. Il velivolo è rientrato il 16 giugno 2012, dopo aver trascorso 468 giorni in orbita.

Un terza missione (OTV-3), lanciata senza alcun preavviso, è partita l’11 dicembre 2012, sempre da Cape Canaveral. Anche in questo caso, i dettagli della missione non sono stati resi noti.

L’unico dichiarazione rilasciata dai militari è un comunicato dove si parla in generale di collaudi sui sistemi di guida, protezione termica, procedure automatiche per il volo orbitale e qualche altro test.

Tutto questo, per la durata di ben 675 giorni in orbita. Il velivolo, infatti, è rientrato a Terra il 17 ottobre 2014 [Leggi articolo].

Attualmente è in corso la missione denominata OTV-4. Partita da Cape Canaveral il 20 maggio 2015, attualmente si trova al suo seicentesimo giorno di volo orbitale.

Come sempre i dettagli degli scopi del volo e della strumentazione a bordo non sono totalmente pubblici. Uno dei piccoli satelliti dimostrativi a bordo è il LightSail, destinato a sperimentare l’utilizzo di una vela di 32 metri quadrati spinta dal vento solare.

È previsto anche il test di un nuovo modello di propulsione che sfrutta l’effetto Hall, un tipo di propulsore elettrico in cui il propellente viene accelerato da un campo elettrico.

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