Il motore elettromagnetico alla Star Trek funziona: 4 ore per arrivare sulla Luna
Raggiungere Marte in 70 giorni sarà possibile: lo illustra un documento pubblicato dall’ American Instituite of Aeronautics and Astronautics nel quale vengono divulgati gli esiti di un esperimento della NASA con il propulsore EM-Drive, il potente motore elettromagnetico per i voli interplanetari del futuro

[DDay] Dopo un acceso dibattito e diversi mesi di attesa è stato pubblicato il documento che attesta l’esito dei test su EM Drive, il sistema di propulsione “impossibile” che, secondo le prove eseguite nel laboratorio Eagleworks della NASA, può invece funzionare.

A chi non fosse aggiornato sulle vicende che riguardano l’Elettromagnetic (EM) Drive, basti sapere che si tratta di un sistema di propulsione  in grado di produrre una spinta potente quanto quella dei motori a razzo attualmente impiegati per i lanci orbitali ma senza che sia necessario alcun tipo di carburante.

Anche se lo scopo della documentazione pubblicata sul Journal of Propulsion and Power dall’AIAA (American Instituite of Aeronautics and Astronautics) è limitato a dimostrare che il motore funziona, sono già state formulate ipotesi sulla reale capacità di spinta ipotizzando che sarebbe capace di far raggiungere la luna in 4 ore e Marte in soli 70 giorni, contro i circa 200 oggi necessari per arrivare fino al Pianeta Rosso.

Il funzionamento di EM Drive, la cui progettazione risale al 1999 ad opera dell’inventore inglese Roger Shawyer,  è basato sulla conversione dell’elettricità in onde elettromagnetiche che, rimbalzando all’interno di una cavità metallica a forma di cono troncato aumentano la loro intensità fino a generare una potenza di spinta utilizzabile per la propulsione.

La maggior parte degli scienziati si dice scettica riguardo alla scoperta perché il funzionamento di un motore del genere andrebbe contro una delle leggi universali della fisica, quella della conservazione della quantità di moto di Newton secondo il cui principio per generare una spinta un propulsore deve inevitabilmente espellere propellente nel verso opposto.

L’esperimento del team di ingegneri NASA è stato per ora condotto in condizioni di vuoto create in laboratorio ma uno dei prossimi passi sarà necessariamente l’esecuzione di un test al di fuori dell’atmosfera terrestre.

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