Un segnale misterioso dallo spazio che fa pensare agli alieni
Proviene da una stella distante 95 anni luce nella costellazione Ercole. Molta prudenza da parte della comunità scientifica: troppe anomalie nella ricezione

[Corriere della Sera] Nessuno parla di Ufo o di civiltà aliena, ma nel mondo di chi scruta il cielo il «forte segnale» proveniente dalla stella HD164595 è l’argomento del giorno.

È stato reso noto che il radiotelescopio russo Ratan-600 di Zelenchuskaya, situato sul versante settentrionale del Caucaso, impegnato nel programma Seti, ossia nella ricerca di messaggi inviati da civiltà extraterrestri, il 15 maggio dello scorso anno ha ricevuto un segnale anomalo e di forte potenza che, al momento, non trova spiegazione.

Una stella a quasi 100 anni luce di distanza

La stella in questione si trova nella costellazione di Ercole a una distanza di 95 anni luce, ha una massa quasi identica a quella del nostro Sole, ha un’età di 6,3 miliardi di anni (il Sole è più giovane: ha «soltanto» 4,57 miliardi di anni) e possiede almeno un pianeta grande come Nettuno ma più caldo, quindi un gigante gassoso.

Però, dicono gli esperti, potrebbe averne altri non ancora identificati. Gli stessi esperti affermano che, studiando la forza del segnale, se proviene da un radiofaro isotropico diretto proprio verso di noi sarebbe stato emesso da una civiltà di tipo Kardashev I.

Se invece fosse diretto verso la galassia senza una direzione specifica avrebbe una potenza possibile solo se ci trovassimo di fronte a una civiltà di tipo Kardashev II. Si definisce Kardashev I una civiltà in grado di raccogliere e sfruttare tutta l’energia di un pianeta.

Kardashev II sfrutta l’energia di un intero sistema solare. La Terra è a livello Kardashev 0,7 e potrebbe arrivare a livello I tra 200-300 anni.

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Monitoraggio permanente

Nel team della scoperta c’è anche l’astronomo torinese Claudio Maccone che lavora al progetto Seti (Search for Extraterrestrial Intelligence). Lo stesso Maccone però mostra prudenza prima di trarre conclusioni: «È indispensabile un monitoraggio permanente della stella».

La squadra ha annunciato una pubblicazione che sarà discussa nel corso del 67mo Congresso internazionale di astronautica a Guadalajara (Messico) il prossimo 27 settembre, lo stesso giorno in cui Elon Musk, boss di SpaceX, illustrerà il suo piano per la colonizzazione permanente di Marte nel prossimo decennio.

Prudenza tra gli scienziati

Tra gli scienziati più accreditati in ricerche extraterrestri si getta molta acqua sul fuoco per almeno tre motivi. Il radiotelescopio, che ha sede nella Repubblica di Karachai-Circassia, come ammesso dalla stessa Seti, ha caratteristiche «inusuali»: è un anello con un diametro di 577 metri e può indagare solo un certo arco di cielo.

Il segnale è stato ricevuto con una larghezza di banda di 1 gigaHertz (GHz), ossia un miliardo di volte più ampia di quella utilizzata per le ricerche Seti e 200 volta più ampia di un segnale televisivo.

Infine il segnale è stato osservato una sola volta il 15 maggio 2015 mentre altri 38 tentativi non hanno dato risultati.

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