Cosa (o chi) ha creato il cratere Patomskiy in Siberia? Una formazione che confonde gli scienziati
Il misterioso cratere Patomskiy, noto anche come il 'nido d'aquila', è stato scoperto 65 anni fa da in geologo russo nella regione di Irkutsk, Siberia. Il cono è alto 80 metri dal punto più basso della base e il diametro misura circa 150 metri. Si pensa che il cratere si sia creato circa 250 anni fa, anche se le stime dei geologi sono molto variegate. Alcuni hanno ipotizzato che possa essere un semplice cumulo di scorie di una vecchia miniera, ma ci si è resi conto che non ci sono abbastanza persone che abitano nella regione per crearlo. E non manca chi pensa sia opera di intelligenze non terrestri.

Quando nel 1949 Vadim Kolpakov si imbatte una strana forma geologica a forma di imbuto nella regione di Irkutsk, in Siberia, non aveva la minima idea che la sua scoperta avrebbe innescato uno dei più controversi misteri scientifici dei nostri tempi.

Il geologo russo si trovò di fronte ad un enorme cono convesso con un incavo a forma di imbuto e una collina arrotondata nel centro, molto simile ad un nido d’aquila con uovo conservato al suo interno.

Successivamente, l’enigmatico cratere fu denominato Patomskiy a causa del fiume che scorre nei suoi paraggi. Kolpakov ha provato a recarsi nuovamente sul sito, senza riuscire ad organizzare un viaggio scientifico per raccogliere campioni da analizzare ma, dopo di lui, numerose spedizioni hanno avuto luogo permettendo do avanzare qualche ipotesi.

Innanzitutto si è cercato di individuare l’epoca in cui si è venuto a creare il cratere. Secondo gli studi degli scienziati siberiani, il cratere si è formato tra i 300 e i 350 anni fa. La suddivisione del cratere in zone fa pensare a processi geologici ancora in corso, forse causati da gas che si sprigionano dalla base del cratere.

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Ma come si è creato?

L’origine del cratere Patomskiy ha sconcertato per decenni gli scienziati, i quali hanno avanzato una moltitudine di teorie. La maggior parte di essi ritiene che il nido d’aquila sia il risultato di un impatto meteoritico, anche se nessuna traccia di materiale è stata trovata a sostegno della teoria.

Inoltre, secondo i geofisici dell’Istituto di Geofisica di San Pietroburgo e dell’Istituto Yekaterinburg, i crateri meteoritici hanno una forma molto diversa. Fino a poco tempo fa, alcuni scienziati addirittura credevano che il cratere fosse stato causato da un frammento del meteorite caduto a Tunguska.

«Dal momento che la spedizione del 2006 è giunta a conclusione, riteniamo che l’origine del cratere Patomskiy sia il risultato di processi geologici», ebbe a dire Viktor Antipin, dottore in Scienze Geologiche e Mineralogiche, in una conferenza tenutasi a San Pietroburgo nel 2010. «Certamente non ci sono argomenti validi sul fatto che il cratere sia il frutto di un impatto con un meteorite».

Tuttavia, i processi geologici che si celano dietro la comparsa del cratere siberiano restano sconosciuti.

Sono state avanzate anche altre teorie, tra cui un’esplosione nucleare segreta, oppure il materiale di risulta di una miniera gulag per i lavori forzati, ma nessuna fonte storica, ne la logica, attesta l’esistenza di un campo di lavoro forzato in una zona tanto remota della Siberia. Non può essere nemmeno il cratere di un vulcano, dato che la regione non è interessata da fenomeni simili.

Il fatto che il cratere sia ‘vivo’, nel senso che la sua forma cambia continuamente, innalzandosi e abbassandosi, e che gli alberi nelle vicinanze del sito sembrano crescere molto più velocemente degli altri, aggiunge mistero al mistero.

Nonostante le numerose spedizioni e la grande quantità di campioni (basti pensare che l’anno scorso è stata raccolta mezza tonnellata di campioni), le origini e la natura del cratere Patomskiy rimangono un enigma.

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