Il bancomat sarà sottopelle: un chip nella mano e lasci a casa il portafogli
Fare shopping con un dito: se il chip sottopelle non avrai, comprare da mangiare non potrai...
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[Questo articolo, nel quale si decantano le possibilità meravigliose del microchip sottocutaneo, è comparso sul sito di Repubblica.it all’indomani dei risultati sul Brexit… quasi a dire: attenti a voi, che il nostro progetto va avanti lo stesso…]

Scordatevi banconote e tessere, in un futuro non troppo lontano per fare shopping potrebbe bastare un dito solo: il pollice.

A sostenerlo è Meow-Ludo Meow Meow, un biohacker australiano che sogna di rivoluzionare gli scambi economici ampliando le capacità dei chip Rfid: degli impianti sottocutanei che già permettono di interagire con alcuni apparecchi tecnologici e registrare dati personali.

Il chip Meow lo ha impiantato ad aprile in un laboratorio di piercing di Sydney. Ma a lui aprire porte non basta, guarda già al futuro: quando, insieme alle chiavi, potrà lasciare a casa anche soldi e abbonamento dei mezzi pubblici.

Per questo con i tecnologi Nathan Waters e Phill Ogden, si è messo al lavoro: entro ottobre vogliono stringere accordi importanti per la riuscita del progetto.

Fondamentale sarà convincere due partner come la Commonwealth Bank e Opal, la società che gestisce le tessere elettroniche dei mezzi pubblici a Sydney. Per entrambi verrebbero create delle applicazioni dedicate e abilitate al riconoscimento del chip.

Ma l’obiettivo finale, confessano i biohacker, è una collaborazione con i sistemi di pagamento PayPass – Master Card. Un accordo che permetterebbe di utilizzare l’impianto per la quasi totalità dei negozi in Australia.

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Per farlo però c’è bisogno di un dispositivo con capacità di archiviazione dati più ampia. Problema che Meow ha già risolto: ha prenotato un impianto anche per l’altra mano.

Meow non è l’unico a lavorare per cambiare il modo in cui viviamo. Ogni giorno migliaia di biohacker in tutto il mondo sperimentano soluzioni e ipotesi sempre nuove.

Ne è un esempio il collettivo che ha fondato Cyborg Nest, la prima azienda a creare e vendere “sensi artificiali”: dispositivi che si applicano al corpo e donano all’uomo nuove capacità per percepire l’ambiente che lo circonda.

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