Ötzi: i pronipoti maschi ancora tra noi, le femmine invece estinte
Un gruppo di biologi ha ricostruito la storia genetica di Otzi, la mummia scoperta nel 1991 sulle Alpi Venoste. L'indagine ha rivelato che Otzi proveniva dall'oriente e che i suoi pronipoti sono ancora tra noi!

La Mummia del Similaun, anche nota come Uomo del Similaun (nonché Uomo venuto dal ghiaccio e, informalmente, Ötzi o Oetzi) è un reperto antropologico ritrovato il 19 settembre 1991 sulle Alpi Venoste, ai piedi del monte omonimo.

Si tratta del corpo di un essere umano di sesso maschile, risalente a un’epoca compresa tra il 3300 e il 3100 a.C. (età del rame), conservatosi grazie alle particolari condizioni climatiche all’interno del ghiacciaio. L’esame degli osteociti ha collocato l’età della morte fra i 40 e i 50 anni.

La mummia fu ritrovata dai coniugi tedeschi Erika e Helmut Simon di Norimberga durante un’escursione, compiuta tra il 19 settembre e il 22 settembre 1991 presso il confine italo-austriaco, sullo Hauslabjoch.

Il corpo fu inizialmente portato in Austria (Innsbruck) dove fu esaminato da esperti e attribuito a un antico abitante di queste zone, soprannominato in seguito da un giornalista Ötzi, vezzeggiativo derivato dal luogo del ritrovamento (Ötztal nel Tirolo del Nord).

Otzi

Un recente studio condotto dal gruppo coordinato dalla biologa Valentina Coia, dell’Accademia Europea di Bolzano e pubblicato di sulla rivista Scientific Reports, dimostra che i discendenti maschi di Ötzi vivono ancora in mezzo a noi, mentre le femmine sono estinte.

La scoperta si deve all’analisi condotta sul batterio dell’ulcera trovato nello stomaco del cacciatore vissuto 5.300 anni fa, convincendo i ricercatori a completare la storia genetica di Oetzi, la cui ricostruzione era cominciata nel 2012.

Le analisi di allora del cromosoma maschile Y, che viene trasmesso solo di padre in figlio, aveva dimostrato che la linea genetica paterna di Oetzi è ancora presente nelle popolazioni moderne.

Adesso i ricercatori, in collaborazione con l’università Sapienza di Roma e quella di Santiago de Compostela, hanno voluto verificare se anche la linea materna dell’Uomo venuto dal ghiaccio sia presente nella popolazione attuale.

Così il Dna che si trasmette solo per via materna (mitocondriale) di Oetzi è stato confrontato con 1.077 campioni moderni di Dna mitocondriale. È emerso che la linea materna dell’uomo dei ghiacci è ormai estinta.

«Il Dna mitocondriale della mummia è stato analizzato la prima volta nel 1994», ha osservato Valentina Coia. «È stato relativamente facile da studiare e, insieme al cromosoma Y, permette di risalire indietro nel tempo, raccontandoci la storia genetica di un individuo».

Restava da spiegare perché la linea materna di Oetzi sia scomparsa, mentre la sua linea paterna esista ancora in Europa.

Il confronto dei dati genetici di Oetzi con i campioni di Dna antico provenienti da 14 siti archeologici in tutta Europa ha dimostrato che la linea paterna dell’uomo del Similaun era molto comune durante il Neolitico, mentre la sua linea materna probabilmente esisteva solo nelle Alpi.

Secondo i ricercatori la linea paterna di Oetzi fa parte di un antico ceppo genetico che arrivò in Europa dal Vicino Oriente con le migrazioni avvenute circa 8 mila anni fa.

Al contrario, il ramo materno dell’uomo dei ghiaccio ha avuto origine localmente nelle Alpi orientali almeno 5.300 anni fa e le migrazioni di altre popolazioni avvenute successivamente in quell’area avrebbero causato l’estinzione.

CONDIVIDI: