Gli enigmatici dolmen del Caucaso: potrebbero risalire a 25 mila anni fa
Secondo gli archeologi, i dolmen del Caucaso risalirebbero ad un periodo arcaico collocabile tra i 4 mila e i 6 mila anni fa, ma alcuni ricercatori sono convinti che siano ancora più antichi, facendo risalire la loro costruzione tra i 10 mila e i 25 mila anni fa. Tuttavia, la loro origine rimane ancora argomento dibattuto.

Nella regione del Caucaso occidentale, Russia, non lontano dalle città di Tzelentzchik, Touapse, Novorossiysk e Sochi, esiste un area di 12 mila chilometri quadrati che si estende su entrambi i lati della montagna, sulla quale si trovano centinaia di monumenti megalitici detti “dolmen”.

La maggior parte di essi presenta una struttura rettangolare composta di lastre di pietra, con dei buchi nella loro facciata principale.

Si tratta di un’architettura preistorica costruita con grande precisione, unica nel suo genere. Alcune costruzioni, ad esempio, presentano un perimetro quadrangolare, con angoli perfetti di 90°, altre, invece, presentano una conformazione perfettamente circolare.

Secondo gli archeologi, i dolmen del Caucaso risalirebbero ad un periodo arcaico collocabile tra i 4 mila e i 6 mila anni fa, ma alcuni ricercatori sono convinti che siano ancora più antichi, facendo risalire la loro costruzione tra i 10 mila e i 25 mila anni fa. Tuttavia, la loro origine rimane ancora argomento dibattuto.

Nonostante la loro grande varietà, i monumenti caucasici presentano forti analogie con i megaliti di diverse altri parti d’Europa e dell’Asia, come la Francia, la Gran Bretagna, l’Irlanda, la Germania e l’India. Una serie di ipotesi è stata avanzata per spiegare queste somiglianze e la costruzione dei dolmen in generale, ma il fenomeno non è ancora del tutto chiaro.

I dolmen si trovano nella zona di Krasnodar, una cittadina della Russia situata sul fiume Kuban, a circa 148 chilometri a nord-est del Mar Nero. Attualmente se ne contano circa 3 mila, ma ne vengono trovati continuamente di nuovi.

Molti altri, purtroppo, sono in grande rovina dato che non esiste un programma di manutenzione, nè una protezione contro gli atti vandalici. Se non verrano protetti in tempo, si rischia di perderli definitivamente.

L’architettura dei dolmen è alquanto limitata. Di solito, insistono su piante quadrate, trapezoidali, rettangolari o rotonde. Tutti i dolmen presentano una specie di oblò intagliato nella roccia al loro ingresso.

Nella zona antistante l’ingresso, si ipotizza che ci fosse una zona dedicata ai rituali, delimitata da mura di pietra di grandi dimensioni. In passato, proprio nella corte, sono state ritrovate ceramiche dell’età del bronzo e del ferro, resti umani, utensili in bronzo e argento, e preziosi ornamenti in pietra.

Le decorazioni dei dolmen si riduce a disegna a zig-zag verticali e orizzontali, triangoli e cerchi concentrici. Una decorazione abbastanza comune è quella che si trova al di sopra dell’oblò, che sembra essere un architrave sorretto da due colonne. In alcuni casi, sono state trovate incisioni a forma fallica.

Sono stati anche rinvenuti oggetti strani nei pressi dei dolmen, quali grandi sfere di pietra, sfere doppie e sculture di animali. In alcuni casi, è possibile trovare una struttura più complessa formata da un dolmen rettangolare centrale e due dolmen laterali di forma circolare. Quello che balza agli occhi è il fatto che i dolmen furono costruiti in perfetta armonia con il paesaggio naturale.

Un progetto a lungo termine per la conservazione e lo studio dei dolmen è stato promosso e gestito dall’Istituto per gli Studi Storici dell’Accademia Russa delle Scienze.

La valle dei Dolmen sul Gargano. Megaliti e riti del sole nel territorio di Monte sant’Angelo

dolmen-garganoRaffaele Renzulli – Il volume raccoglie la summa degli studi dell’architetto Raffaele Renzulli sulle strutture dolmeniche da lui individuate nel territorio di Monte Sant’Angelo sul Gargano.

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L’architetto Renzulli segnala una serie di dolmen e menhir individuando interessanti e suggestive correlazioni fra loro e ipotizzando riti e sistemi caratterizzanti, risalenti alla loro installazione.

L’Unesco ha riconosciuto il santuario di San Michele Arcangelo, a Monte Sant’Angelo sul Gargano, quale Patrimonio dell’Umanità. La possibilità di riconoscere il sito di Monte Sant’Angelo anche quale sito dolmenico porterebbe ad una ulteriore consapevolezza del rilievo cultuale che la Montagna sacra ha sempre avuto fin da epoca preistorica.

 

I dolmen, le tombe di giganti e i nuraghi della Sardegna

nauraghi-giganti-sardegnaDuncan MacKenzie – L´archeologo scozzese Duncan Mackenzie, a cavallo tra l´Ottocento e il Novecento, operò nel Mediterraneo contribuendo alle indagini di importanti contesti della Grecia insulare come Phylakopi a Melos e Cnosso a Creta affiancando Sir Arthur Evans.

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Si interessò anche degli aspetti preistorici della Sardegna che visitò ben quattro volte tra il 1906 e il 1909. I resoconti di questi viaggi sono stati pubblicati in varie riviste dell´epoca.

Qui è riportata la traduzione dell´articolo The Dolmens, Tombs of the Giants, and Nuraghi of Sardinia, pubblicato a Londra nel 1910 nella raccolta ´Papers of the British School at Rome´ che contiene le osservazioni sulle esplorazioni compiute durante l´autunno del 1908. Il testo si configura come un diario di viaggio che guida il lettore alla scoperta di territori e monumenti della Sardegna interna.

I monumenti esaminati sono accuratamente descritti e illustrati con immagini fotografiche e meticolosi disegni realizzati dall´architetto F.G. Newton che lo accompagnava nel viaggio. In Appendice è riportato il testo originario in lingua inglese.

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