Tardigradi: i microscopici animali più resistenti sulla Terra
Dimensioni inferiori al millimetro, ma capacità di sopravvivenza a qualsiasi condizione ambientale: sono dei veri alieni!

[Lettera43] Volgarmente vengono chiamati ‘orsi d’acqua’, per via del loro incedere goffo e sgraziato.

Sono i tardigradi, microscopici animaletti multicellulari, noti tanto per l’essere dannatamente carini quanto per la loro capacità di sopravvivere ovunque, compreso il vuoto dello spazio.

La loro peculiarità, infatti, è quella di resistere anche agli ambienti più estremi.

I tardigradi vivono in ogni continente, a ogni latitudine, in ogni condizione climatica: stanno nel muschio, nelle felci, ma pure in mezzo all’oceano. L’estrema resistenza ha permesso loro di colonizzare l’intero pianeta.

Ci sono ecosistemi in Antartide, chiamati nunatak, dove il vento scalfisce la neve e il ghiaccio, finendo col far affiorare la superficie delle rocce: solo licheni e tardigradi, in quelle determinate circostanze, sono capaci di sopravvivere.

Gli ‘orsi d’acqua’ possono sopravvivere temperature comprese tra -200°C e 151°C, congelati in un blocco di ghiaccio come in mancanza di ossigeno.

Possono fare a meno di acqua per a un periodo di 10 anni e restare immuni a livelli di radiazione ai raggi X mille volte superiori alla dose letale per l’uomo. Indenni pure alla maggior parte delle sostanze chimiche nocive, alla bassa pressione di un vuoto, come a quella dello spazio e all’alta pressione (fino a sei volte la pressione della parte più profonda del mare).

Nel 2007, l’Agenzia spaziale europea ha lanciato in orbita un satellite che trasportava, tra l’altro, un carico utile di tardigradi, esposto al vuoto dello spazio e alle radiazioni cosmiche.

Dieci giorni più tardi, i tardigradi sono stati restituiti alla Terra e reidratati. Sorprendentemente, una manciata di loro è sopravvissuta sia alla radiazione che al vuoto, il che li ha resi i primi animali a sopravvivere all’esposizione dello spazio completo.

I tardigradi sono animali davvero particolari, non tanto per la loro grandezza, bensì perché hanno comportamenti che rientrano nella categoria degli organismi estremofili.

La durata della loro vita varia da qualche settimana fino a oltre un anno, che diventa molto di più se si sommano i loro momenti di dormienza. Il tardigrado è in grado di effettuare un rallentamento del proprio metabolismo, sono stati trovati esemplari che si sono riattivati da un campione di muschio conservato da 10 anni in un freezer (a -80°C).

tardigrado-orso-acqua

Anche se i biologi conoscono i tardigradi fin dagli albori del microscopio, soltanto ora, studiandone oltre mille specie differenti, stanno cominciando a capire come questi organismi siano in grado di sopravvivere ovunque.

I tardigradi – che non superano il millimetro di lunghezza – nuotano con quattro gambe tozze, che appaiono fin troppo piccole per i loro corpi. All’estremità di ogni gamba, un insieme di zampette altrettanto tozze. Possono muovere la testa indipendente dei loro corpi e alcune specie possiedono gli occhi.

La maggior parte degli animali microscopici ha bisogno di acqua per sopravvivere, in caso contrario può evaporare. Ma non è il caso dei tardigradi.

Quando vengono rimossi dall’acqua e asciugati, possono trasformarsi in una fortezza cellulare, rimboccando le gambe e testa e formando una sorta di pillola.

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