Finalmente individuate le “onde gravitazionali”? Forse sì, ma anche no!

Tornano a rincorrersi, su Twitter, le voci sull'osservazione diretta delle misteriose pieghe dello spazio-tempo teorizzate da Einstein. Ma manca l'elemento più importante: i dati scientifici.
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[Focus] Uno dei “Sacri Graal” della fisica torna a far parlare di sé, complice la forza virale dei social media.

Gli scienziati di tutto il mondo stanno cercando di mantenere il sangue freddo dopo che l’11 gennaio Lawrence M. Krauss, fisico teorico e cosmologo dell’Arizona State University, ha scritto in un tweet di aver ricevuto conferma, da fonti indipendenti, di un’indiscrezione circa la scoperta di un segnale diretto delle onde gravitazionali, le increspature nello spazio-tempo già teorizzate da Einstein nella teoria della Relatività generale.

Questo il tweet “incriminato”:

tweet-krauss

Già lo scorso settembre Krauss aveva rilasciato, sempre attraverso i social, voci circa la possibile osservazione diretta di onde gravitazionali degli scienziati del Laser Interferometer Gravitational Wave Observatory (LIGO), un rilevatore interferometro laser situato in Louisiana e a Washington (USA) che ha recentemente iniziato una nuova fase di ricerca potenziata, con strumenti più sensibili.

Compito difficile. Si pensa che le onde gravitazionali abbiano origine dagli eventi meno conosciuti e più altamente energetici dell’Universo, come le collisioni tra buchi neri o stelle di neutroni, o le fusioni tra galassie e supernovae.

Se sulla loro esistenza non ci sono molti dubbi, osservarle direttamente è una delle sfide più ardue della fisica moderna: è come provare a captare, da una riva incredibilmente distante, i cerchi che si propagano da un sasso lanciato in uno stagno. Cerchi che, espandendosi, comprimono ed estendono lo spazio-tempo.

La realtà non è come ci appare

carlo-rovelli-la-realtà-non-è-come-ci-appareCarlo Rovelli – Tempo, spazio e materia appaiono generati da un pullulare di eventi quantistici elementari. Comprendere questa tessitura profonda della realtà è l’obiettivo della ricerca in gravità quantistica, la sfida della scienza contemporanea dove tutto il nostro sapere sulla natura viene rimesso in questione.

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Carlo Rovelli, uno dei principali protagonisti di questa avventura, conduce il lettore al cuore dell’indagine in modo semplice e avvincente. Racconta come sia cambiata la nostra immagine del mondo dall’Antichità alle scoperte più recenti: l’evaporazione dei buchi neri, l’Universo prima del big bang, la struttura granulare dello spazio, il ruolo dell’informazione e l’assenza del tempo in fisica fondamentale.

L’autore disegna un vasto affresco della visione fisica del mondo, chiarisce il contenuto di teorie come la relatività generale e la meccanica quantistica, ci porta al bordo del sapere attuale e offre una versione originale e articolata delle principali questioni oggi aperte. Soprattutto, comunica il fascino di questa ricerca, la passione che la anima e la bellezza della nuova prospettiva sul mondo che la scienza svela ai nostri occhi.

Se la loro esistenza fosse confermata sperimentalmente, gli astrofisici avrebbero a disposizione finestre di studio dell’Universo completamente nuove. Secondo le voci riportate da Krauss, gli scienziati del LIGO sarebbero in procinto di scrivere un articolo scientifico sulla presunta scoperta. Il fisico si è detto sicuro al 60% dell’indiscrezione, ma non avrebbe ancora avuto modo di accedere ai dati.

Gli errori del passato. Mai come in questo caso, la cautela è d’obbligo e non ci si può permettere di dare credito ai social media, prima che la pubblicazione venga pubblicata e rivista in peer review (ossia da altri scienziati non coinvolti nella scoperta).

Già nel 2014 i ricercatori della collaborazione BICEP2 avevano asserito di aver rilevato, tramite un osservatorio antartico, prove dirette delle onde gravitazionali e dell’inflazione cosmica, una scoperta che era stata poi smentita dal satellite dell’Esa Planck: quel segnale era dovuto in realtà alle polveri interstellari.

«Non ho la certezza che la voce sia vera» ha detto Krauss al Guardian. «Se non avrò aggiornamenti per i prossimi due mesi, concluderò fosse falsa».