Le foto scattate da un viaggiatore sembrano mostrare antiche piramidi sulle isole Hawaii
Come abbiamo già segnalato in qualche articolo precedente, le piramidi sono costruzioni che limitano la loro presenza solo all’Egitto, al Messico o alla Cina. Anzi, più si cerca, più sembrano apparire alle coordinate geografiche più impensabili del pianeta Terra. In questo caso, parliamo di possibili piramidi sulle isole Hawaii

Secondo un’ipotesi avanzata da William “Pila” Chiles nel suo libro The Secrets and Mysteries of Hawaii (I Segreti e i Misteri delle Hawaii), le piramidi potrebbero essere state costruite anche su una delle isole delle Hawaii, condividendo una connessione con le altre piramidi della Terra, attraverso una configurazione che viene definita Griglia Planetaria.

Come scrive Pila nel suo libro, la piramide (o piramidi) hawaiana dovrebbe trovarsi nell’entroterra dell’isola di Oahu, a cinque chilometri da Punaluu, la famosa spiaggia di sabbia nera.

Nell’immagine scattata da Coty Gonzales, un esploratore amatoriale, è possibile notare una formazione rocciosa estremamente simmetrica e regolare che farebbe pensare proprio ad una piramide. L’immagine è stata pubblicata sul sito Exploration Hawaii.

Avventurandosi in un’ipotesi spericolata, Pila azzarda che le Hawaii siano uno dei luoghi terrestri che ancora conservano le testimonianze dell’esistenza dell’antica civiltà di Atlantide, esistita fino a 13 mila anni fa, momento in cui un gravissimo cataclisma globale ha messo fine alla sua esistenza, causandone la distruzione.

Le piramidi sparse su tutto il globo terrestre sarebbero la prova concreta che una civiltà, molto più progredita della nostra, abbia abitato la Terra in tempi remoti. Sebbene la paleontologia e l’archeologia classica siano restie ad accettare una teoria del genere, molti ricercatori sono persuasi che numerosi indizi raccolti nel corso degli ultimi anni non possono che portare a questa conclusione.

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Collegamento delle Hawaii con le altre piramidi

Ma perché Pila si dice convinto che le Hawaii custodiscano una piramide perduta? L’idea si basa su uno studio realizzato da Lee Ross, un ricercatore indipendente, secondo il quale le Hawaii si troverebbero su uno dei nodi energetici della cosiddetta Griglia Planetaria.

Come si può vedere dall’immagine, a ciascuna delle linee bianche tracciate sul globo terrestre corrisponde un sito archeologico che ospita una piramide o un complesso megalitico. Quando si completa il tridente, si ottiene una linea (quella rossa) che termina proprio sopra le Hawaii.

Potrebbe essere l’indizio decisivo che consacra le Hawaii come uno dei luoghi geo-energetici fondamentali come Nazca, Giza, Angkor Vat e molti altri? La suggestione di Ross si basa sulla teoria della Griglia Planetaria, uno schema geometrico intelligente in cui, teoricamente, la Terra e le sue energie sono organizzate e possibilmente, in cui sono posizionati i siti megalitici antichi.

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In effetti, si tratta di qualcosa di molto differente dalle linee di longitudine e latitudine della geografia convenzionale. I teorici della Griglia Planetaria suggeriscono che le linee della griglia siano di natura energetica ed organizzate in una precisa rete, fonte di un’energia libera e inesauribile, che alimentava la tecnologia della grande civiltà di Atlantide. Molti si dicono convinti che questa tecnologia possa essere nuovamente recuperata.

Non che dubbio che gli Antichi Umani davano una notevole importanza ai simboli e ai segni, strumenti attraverso i quali veniva codificata l’informazione e convogliata la conoscenza. La geometria, in questo modo, assumeva una dimensione sacrale, grazie alla quale la conoscenza veniva trasmessa alle nuove generazioni. Ma per alcuni ricercatori, la Geometria Sacra aveva anche la funzione di governare le forze invisibili della natura.

Nonostante i progressi della scienza moderna, ancora non sappiamo quali siano le forze fondamentali che hanno dato vita all’Universo. Basti pensare che si parla di materia oscura, così come di energia oscura, forze della natura che ancora non riusciamo a comprendere e che ci costringono ad accettare il fatto che la realtà è molto più complessa di quanto possiamo percepire con i nostri cinque sensi.

La questione diventa, allora, chi o cosa governa le forze invisibili della natura? Cosa c’è dietro la simmetria della natura? Qual è il significato sacro del Rapporto Aureo, del valore di Phi o della Sequenza di Fibonacci? Abbiamo appena cominciato a decodificare queste conoscenze pervenute a noi sotto forma di simboli, segni e strutture megalitiche.

Ma gli Antichi Umani maneggiavano con disinvoltura queste potenze naturali invisibili ed erano tutt’altro che primitivi o stupidi come vorrebbero farci credere. Anzi, lo studio del passato remoto dell’umanità ci svela quanto i nostri antenati siano riusciti a coniugare scienza e sapienza, intelligenza e spiritualità, tecnologia e natura.

Tornare al passato e ammirare lo sviluppo di una civiltà in armonia con le leggi del cosmo, potrebbe offrirci delle risposte assolutamente sorprendenti ai problemi che ci troviamo ad affrontare come civiltà. La totale mancanza di progressione spirituale, la perversione individualistica nelle relazioni interpersonali, l’incapacità a sviluppare fonti di energia pulita e tecnologie in armonia con la natura, potrebbero finalmente subire una svolta positiva grazie al recupero della scienza e della sapienza degli Antichi Umani.

E chissà… forse la riscoperta di un’antica “Età dell’Oro” potrebbe diventare la progettualità di un’umanità rinnovata che sia capace di rifondare la sua identità e la sua collocazione nel cosmo… speriamo e lavoriamo!

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