Ipotesi shock: il grande campo magnetico dell’LHC potrebbe attirare asteroidi verso la Terra!
Alcuni catastrofisti lanciano l'allarme: il campo magnetico gigantesco prodotto dalle attività del Large Hadron Collider (LHC) potrebbe attirare un asteroide e distruggere il pianeta Terra!

Un’ipotesi inquietante scuote l’animo dei webcatastrofisti: un possibile impatto con un asteroide causato dal Large Hadron Collider (LHC) del CERN di Ginevra.

Il Large Hadron Collider è un gigantesco acceleratore di particelle capace di generare un forte campo magnetico, talmente intenso da poter catturare un corpo celeste ferroso facendolo precipitare sulla Terra.

In realtà, questa profezia è solo l’ultima di una serie di catastrofi imputate all’LHC del CERN, Ginevra. La più estrema vorrebbe che l’acceleratore sia in grado di aprire un portale dimensionale, una sorta di wormhole (ponte di Einstein-Rosen o cunicolo spazio-temporale), dal quale potrebbe sbucare fuori una cometa o un asteroide e colpire la Terra.

I ricercatori hanno prontamente bollato queste ipotesi come ridicole. Tuttavia, l’LHC è da un po’ di tempo al centro del dibattito tra scienziati. Infatti, in alcuni ambienti si teme che l’acceleratore ginevrino possa creare un buco nero capace di inghiottire l’intero pianeta.

Tutti gli scienziati sono d’accordo con questa possibilità, ma ad oggi non c’è nessuna prova che possa avallare l’ipotesi della creazione artificiale di un buco nero. Ma questo non ha scoraggiato i cospirazionisti.

Secondo alcuni blogger, l’LHC è una macchina decisamente sinistra: «Il logo del CERN è composto da tre sei (666, il segno apocalittico della bestia) in un cerchio». Insomma, ce n’è abbastanza per le speculazioni più ardite!

logo-cern-666

L’LHC è l’acceleratore di particelle più grande e potente finora realizzato. Si tratta di un acceleratore di tipo circolare che può accelerare adroni (protoni e ioni pesanti) fino al 99,9999991% della velocità della luce e farli successivamente scontrare, con un’energia che a maggio 2015, dopo due anni di pausa tecnica, ha raggiunto, nel centro di massa, i 13 teraelettronvolt.

È costruito all’interno di un tunnel sotterraneo lungo 27 km, a 100 m di profondità in media, situato al confine tra la Francia e la Svizzera, in una regione compresa tra l’aeroporto di Ginevra e i monti Giura, originariamente scavato per realizzare il Large Electron-Positron Collider (LEP).

Tra gli scopi principali degli studi vi è la ricerca di tracce dell’esistenza di nuove particelle. Il programma scientifico di LHC prevede anche la collisione tra ioni pesanti; nel mese di novembre 2010 sono avvenute le prime collisioni fra nuclei di piombo.

È stato inoltre avviato un progetto di miglioramento delle prestazioni, tramite un complesso di interventi tale da permettere un fascio di particelle più nutrito e concentrato, che si prevede possa incrementare di un fattore dieci la luminosità della macchina, parametro legato al numero di collisioni per unità di tempo (High Luminosity LHC Project); responsabile del progetto è il fisico italiano Lucio Rossi.

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