Uno studio mette in discussione la teoria principale sulla causa delle glaciazioni
Un gruppo di ricercatori ha condotto uno studio che sembra riaprire il dibattito scientifico sulle cause principali delle glaciazioni terrestri.

La glaciazione è una condizione climatica che caratterizza un lungo periodo di tempo della storia climatica della Terra, in cui si registra un forte avanzamento delle calotte polari, dovuto ad un generale abbassamento della temperatura media globale.

Dalle prove raccolte dagli scienziati, si ritiene che le glaciazioni avvengano in maniera ciclica durante le Ere glaciali e determinino l’alternarsi di periodi più freddi (periodi glaciali) e periodi più miti caratterizzati da arretramento dei ghiacci (periodi interglaciali).

Sono esistite almeno cinque Ere glaciali nella storia della Terra, l’ Uroniana, la Criogeniana, l’Andeano-Sahariana, la Glaciazione del Karoo e glaciazione del Quaternario. Al di fuori di queste ere glaciali, sembra che la Terra sia stata priva di copertura ghiacciata anche alle latitudini elevate.

Ma cosa determina una glaciazione? Le cause che portano il clima terrestre a entrare e uscire ciclicamente da un’era glaciale, come pure le fluttuazioni delle glaciazioni che le riguardano, sono ancora controverse.

La teoria più accreditata tra gli scienziati è definita “Teoria astronomica delle glaciazioni”. Formulata all’inizio del ‘900 da Milutin Milanković, un matematico e climatologo serbo, tale modello prevede che l’espansione e la contrazioni delle calotte polare è influenzato dalle fluttuazioni cicliche nell’intensità solare dovute all’oscillazione dell’orbita terrestre.

cicli-di-milankovicLe oscillazioni avrebbero effetti opposti per i poli del pianeta: all’avanzare della calotta artica, dovrebbe corrispondere un arretramento della calotta antartica, e viceversa.

Ad oggi, la teoria di Milanković è considerata tra le più strutturate e complete spiegazioni scientifiche finora formulate delle cause delle glaciazioni.

Tuttavia, altri ricercatori hanno chiamato in causa altri fattori che potrebbero contribuire al fenomeno del raffreddamento, dalle variazioni nelle correnti oceaniche, ai movimenti delle placche terrestri; dalle grandi eruzioni vulcaniche agli impatti meteoritici.

Ora, un nuovo studio presentato da alcuni geologi del Dartmouth College e pubblicato sulla rivista Geology sembra rimettere nuovamente in discussione la teoria di Milanković.

In sintesi, i ricercatori hanno scoperto che l’espansione e la contrazione della calotta antartica (Polo Sud) sembrano essere influenzate principalmente dalla temperature superficiale del mare e dalla quantità di anidride carbonica nell’atmosfera.

«Le registrazioni dei cambiamenti climatici del passato sono l’unico modo attraverso cui gli scienziati possono prevedere come cambierà in futuro il clima terrestre a causa del riscaldamento», spiega la geologa glaciale Alice Doughty, autrice dello studio.

Grazie alla datazione al berillio-10, un isotopo prodotto nelle rocce quando colpite dai raggi cosmici, i ricercatori hanno identificato almeno sette episodi di massima espansione dei ghiacci durante l’ultima era glaciale.

I risultati hanno mostrato che i ghiacciai della Nuova Zelanda hanno raggiunto la massima estensione allo stesso modo dei ghiacciai di Scandinavia e Canda, circa 20 mila anni fa.

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Questo dato assume un senso solo se si ipotizza che tutto il globo terrestre fosse freddo all’epoca, cosa che sconfessa la teoria di Milanković, secondo la quale gli effetti delle oscillazioni orbitali sarebbero opposti per i poli e che quindi non riesce a spiegare l’avanzamento sincrono dei ghiacciai di tutto il mondo.

Certamente, l’andamento dell’espansione dei ghiacciai del Polo Nord è in qualche modo correlato all’orbita della Terra attorno al Sole, ma il modo in cui il raffreddamento o il riscaldamento si trasferisca in tutto il mondo non è stato ancora spiegato in maniera convincente, sebbene le correnti oceaniche svolgano un ruolo significativo.

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