Cosa ti accadrebbe se cadessi in un buco nero?
Prodotti dalla implosione di stelle massicce, i buchi neri sono pozzi gravitazionali nel tessuto dello spazio-tempo, dai quali niente può fuggire, nemmeno la luce. Al centro del buco nero c'è quella che i fisici chiamano la “singolarità”, un punto in cui tutto ciò che entra viene schiacciato in una infinitamente piccola quantità di spazio. Ma se, malauguratamente, uno finisse in un buco nero, cosa gli accadrebbe?
Cat: Spazio | Tags:

I buchi neri sono senza dubbio gli oggetti più strani dell’universo.

Sono così potenti da deformare orribilmente lo spazio e il tempo, tanto da creare onde gravitazionali dalle quali nemmeno la luce può sfuggire.

Date le loro straordinarie caratteristiche, non sorprende che ci siano persone desiderose di visitare l’interno di un buco nero.

Ma cosa accadrebbe se qualcuno vi entrasse realmente?

«Se uno si avventurasse in un buco nero, il suo corpo diventerebbe molto simile al dentifricio che fuoriesce da un tubetto», spiega a Live Science Charles Liu , astrofisico presso il Museo di Storia Naturale di Hayden Planetarium.

Secondo Liu, quando un oggetto attraversa “l’orizzonte degli eventi” di un buco nero (il suo confine esterno, considerato un po’ il punto di non ritorno), la stessa fisica che provoca le maree oceaniche sulla Terra comincierebbe a far sentire i suoi effetti.

Tuttavia, nei pressi di un buco nero grande quanto la Terra, le forze gravitazionali sarebbero fuori scala e, dato che la forza di gravità diminuisce con la distanza, una persona avvertirebbe la punta dei suoi piedi molto più pesante della superficie della sua testa, sperimentando il fenomeno della “spaghettificazione”, termine perfetto coniato dall’astronomo britannico Sir Martin Rees.

spaghettificazione

Alla fine del percorso, il buconauta diventerebbe un flusso di particelle subatomiche che vorticano nel buco nero. Chiaramente, anche il cervello si dissocerebbe nelle sue particelle costituenti, rendendo impossibile, essendo morti, il godimento dell’esperienza.

Il consiglio degli esperti è quello di visitare un buco nero grande almeno quando il nostro sistema solare, in quanto le forze superficiale sarebbero meno estreme. «Se ci fosse un buco nero delle dimensioni del nostro sistema solare, le forze di marea all’orizzonte degli eventi sarebbero meno intense, tanto da poter mantenere l’integrità strutturale», continua Liu.

In questo caso, il buconauta potrebbe sperimentare gli effetti della curvatura dello spazio-tempo, previsti dalla teoria generale della relatività di Einstein, in prima persona.

«Innanzitutto, cadendo in un buco nero, ci si avvicina alla velocità della luce e più ci si sposta veloce nello spazio, più il tempo soggettivo scorre lentamente», spiega Liu. «Inoltre, procedendo nel buco, potreste incontrare altre cose che hanno già sperimentato la dilatazione del tempo. Quindi, guardando davanti, vedrete tutti gli oggetti che vi sono caduti in passato, mentre, guardando indietro, vedrete tutti gli oggetti che vi cadranno in futuro. Il risultato è poter vedere tutta la storia di quel luogo dell’universo simultaneamente, dal Big Bang fino ad un lontano futuro».

CONDIVIDI: