Silbury Hill: un faro per i naviganti del neolitico?
Per lungo tempo si è creduto che la collina di Silbury fosse un antica tomba o una collina cerimoniale per riti religiosi. Ma, recentemente, uno studioso ha proposto che la struttura fosse qualcosa di molto simile ad un faro, costruito per guidare i naviganti nei corsi d'acqua formatisi con la fine dell'ultima era glaciale. L'ipotesi è che il sud dell'Inghilterra si presentava come una serie di isole collegate da corsi d'acqua, canali e fiumi in piena e che Stonehenge si trovasse lungo la costa!

Sembra che negli ultimi tempi gli archeologi dediti allo studio delle antichità britanniche stiano rivedendo completamente le teorie finora avanzate.

Qualche giorno fa, uno studioso aveva proposto che le famose rocce circolari di Stonehenge avevano lo scopo di sostenere un antico altare, così che i nostri antenati potessero essere “più vicini al cielo”.

Adesso è la volta dell’antico tumulo di Silbury Hill. Fino ad oggi, i ricercatori hanno ritenuto la collina di Silbury un antico tumulo funerario oppure una collina cerimoniale per eseguire riti religiosi.

Ma Robert John Langdon, cartografo e storico locale, ha proposto una nuova rivoluzionaria teoria sulla natura e la funzione di Silbury. A suo avviso, il tumulo sarebbe ciò che rimane di un antico faro utilizzato in epoca neolitica, all’indomani della fine dell’ultima era glaciale.

Lo scioglimento dei ghiacciai avrebbe reso il sud dell’Inghilterra simile ad un arcipelago di isole collegate da corsi d’acqua, canali e fiumi. Il faro avrebbe aiutato i naviganti ad orientarsi nel dedalo di canali, fino a guidarli al “porto” di Silbury.

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L’indizio fondamentale sarebbe il viale di pietra scoperto da Langdon che collega Silbury Hill al noto cerchio di pietre di Avebury. «Le mappe che ho prodotto indicano che Avebury era un luogo di scambio merci per i nostri antenati», spiega Langdon. «La mia ipotesi è che il vicino monumento di Silbury Hill funzionasse come porto, mentre Avebury come mercato per gli scambi».

Recenti studi archeologici hanno effettivamente rivelato che il sito di Silbury Hill è stato costruito in più fasi, a partire da una struttura piccola, fino a diventare ciò che è visibile oggi.

«Se fosse stata solo una struttura simbolica, che bisogno c’era di modificarne le dimensioni?», si chiede Langdon. «L’altezza è stata modificata perché il faro divenisse visibile da navi e barche anche a lunga distanza».

Langodon immagina che alla fine dell’era glaciale l’Inghilterra meridionale si presentasse come un arcipelago composto da numerose isole separate da corsi d’acqua e fiumi in piena e che a quel tempo, anche Stonehenge si trovasse vicino alla zona costiera.

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