30 Ari Bb: il pianeta illuminato da quattro soli
Gli astronomi della Nasa hanno individuato un pianeta extrasolare all'interno di un sistema stellare multiplo: 30 Ari B, infatti, è un sistema composta da quattro stelle, due serie di stelle binaria. Tutta e quattro le stelle sono visibili dalla superficie del pianeta, anche in pieno giorno. La scoperta suggerisce che sistemi del genere sono molto più comuni di quanto si pensi.
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Se abitaste su 30 Ari Bb, in pieno giorno nel cielo non ne vedreste uno solo, ma ben quattro di “soli”.

30 Arietis Bb (abbreviato 30 Ari Bb) è infatti il pianeta scoperto da un team di astronomi del Jet Propulsion Laboratory della Nasa (JPL) all’interno del sistema stellare multiplo noto come 30 Arietis.

La sorprendente scoperta, la seconda del suo genere, indica che pianeti in orbita in sistemi a quattro stelle sono molto più comuni di quanto si pensasse.

L’esopianeta, un gigante gassoso, orbita intorno alla sua stella primaria in un tempo pari a un anno terrestre. La stella primaria, a sua volta, orbita intorno ad una piccola “nana rossa”. Dunque, si tratta di un sistema binario noto come 30 Ari B. Questo sistema binario, a sua volta, danza in orbita con un’altra coppia di stelle, nota come 30 Ari A.

30 Arietis

La scoperta del pianeta a quattro stelle segue l’individuazione di KIC 4862625 avvenuta nel 2013, un altro pianeta in orbita in un sistema quadristellare. Secondo le statistiche dei ricercatori, una stella su venticinque, di quelle simili al Sole, si trova in un sistema quadruplo. Dunque, un fenomeno molto comune nell’universo.

«Circa il 4% delle stelle di tipo solare si trovano in sistemi quadrupli, innalzando notevolmente le stime precedenti grazie al costante miglioramento delle tecniche di osservazione», spiega il dottor Andrei Tokovinin del Cerro Tololo Inter-American Observatory in Cile.

Negli ultimi anni, sono stati individuati numerosi sistemi stellari multipli, disponibili in una miriade di forme: stelle binarie, stelle triple e anche sistemi stellari quintupli, spiega il dottor Lewis Roberts del JPL, autore principale delle nuove scoperte che appaiono sulla rivista Astronomical Journal: «è incredibile il modo in cui la natura mette insieme queste cose!».

Come spesso avviene, la narrativa fantascientifica aveva già profetizzato l’esistenza di sistemi composti da più stelle. Basta ricordare i famosi tramonti visti su Tatooine, il pianeta natale della famiglia Skywalker nella saga cinematografica di Star Wars.

E come non ricordare lo straordinario romanzo “Notturno” scritto a quattro mani da Isaac Asimov e Robert Silverberg, nel quale si legge del pianeta Kalgash illuminato da sei soli, fattore che rende il buio praticamente sconosciuto agli abitanti del pianeta.

Lettura consigliata:

Notturno

Isaac Asimov e Robert Silverberg

[Disponibile su Amazon] Il pianeta Kalgash è illuminato da sei soli ed il Buio non è immaginabile. Il Culto, una setta religiosa, profetizza che l’Oscurità e l’apparizione delle Stelle annunceranno la fine del mondo. Diverse discipline scientifiche sembrano concordare con la previsione religiosa.

Le ricerche archeologiche sembrano indicare un carattere ciclico della storia del pianeta: una successione di civiltà giunte a vertici paragonabili a quella dell’epoca del racconto e tutte sistematicamente distrutte dal fuoco. La Legge di Gravitazione Universale, appena scoperta, permette di ipotizzare l’esistenza di una luna. L’eclissi di uno dei soli in un momento assai particolare, quando tutti gli altri cinque sono tramontati, potrebbe condurre al temutissimo Buio.

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