L’enigma delle “macchie aliene” su Cerere
Cerere è un corpo celeste che orbita attorno al Sole tra Marte e Giove e in questi giorni è oggetto di osservazione da parte della sonda Dawn. Le ultime immagini riprese da Dawn a circa 49 mila km di distanza, realizzate il 19 Febbraio, mostrano due aree estremamente chiare, la cui natura è ancora avvolta nel mistero. Di cosa di tratta?
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Cecere è l’asteroide più massiccio della fascia di asteroidi in orbita nel sistema solare tra Marte e Giove.

Inoltre, è stato il primo ad essere scoperto, il 1° gennaio 1801 da Giuseppe Piazzi.

Cerere è l’unico asteroide del sistema solare interno ad essere considerato un pianeta nano.

Osservazioni astronomiche hanno rivelato che ha forma sferica. Il suo diametro è di circa 950 km e la sua massa è pari al 32% di quella dell’intera fascia principale.

L’investigazione approfondita di Cecere è oggetto della missione Dawn, basata su una sonda senza equipaggio sviluppata dalla NASA per raggiungere ed esaminare il pianeta nano e l’asteroide Vesta.

La sonda, ormai prossima all’inserimento orbitale nell’orbita di Cecere, sta inviando a Terra alcune immagini che stanno sorprendendo gli astronomi.

Le ultime foto, scattate a circa 46 mila chilometri di distanza, mostrano una misteriosa Macchia Bianca, una zona che già dalle prime immagini di Hubble appariva chiara sulla superficie dell’asteroide, più una seconda macchia altrettanto chiara, visibile, e inspiegabile.

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L’immagine è stata scattata il 19 febbraio scorso. Al momento, la Nasa non ha ancora fornito nessuna spiegazione.

Come spiega Media Inaf, la foto parte delle osservazioni compiute dalla sonda in un lasso di tempo di ben 9 ore, a coprire una rotazione completa del pianeta nano.

Dall’animazione di Cerere così ottenuta, modificata rispetto agli scatti originali solo aumentando la luminosità delle immagini stesse, prende vita in modo sempre più definito una superficie costellata di crateri, zone più o meno piatte e macchie di diverso colore.

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«La Macchia Bianca di Cerere sembra avere un compagna, molto simile anche se meno chiara» annuncia ai media Chris Russell, dell’Università della California, capo della missione. «La vicinanza delle due zone Bianche osservate in queste nuove immagini potrebbe essere spiegata da una origina vulcanica. Ma ovviamente sarà necessario avere immagini ad una risoluzione migliore, per essere in grado di fare ipotesi geologiche».

Un’altra ipotesi è che queste macchie di luce possaano essere generate da pozze di acqua ghiacciata poggiate sul fondo di un cratere. Comunque, per avere un idea più chiara sulla natura di queste macchie bisognerà attendere il 6 marzo, quando Dawn si inserirà nell’orbita di Cecere e comincerà a a inviare a Terra immagini e dati molto piu dettagliati, che permetteranno di interpretare la natura della strana macchia e delle altre caratteristiche del pianeta nano.

«Al momento la Macchia Bianca è troppo piccola per poter essere spiegata, ma è molto più chiara di qualsiasi altra cosa visibile sul pianeta nano Cerere. E questo è un mistero che intendiamo assolutamente risolvere», conclude Andreas Nathues, ricercatore del Max Planck Institute for Solar System Research, Germania, a capo del team della camera.

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