Disponibili online tutti i casi UFO del progetto Project Blue Book
Alla fine, decenni dopo la chiusura delle indagini ufficiali sul fenomeno UFO, la United States Air Force declassificò tutti i casi UFO raccolti dal Project Blue Book tra il 1947 e il 1969. Ora, oltre 130 mila pagine di investigazioni sugli oggetti volanti non identificati, sono disponibili gratuitamente in rete.

Molti anni dopo la chiusura del Project Blue Book, il governo degli Stati Uniti ha messo a disposizione degli utenti tutti i files sul fenomeno UFO raccolti tra il 1947 e il 1969.

Si tratta di una quantità impressionante di casi: circa 12 mila avvistamenti documentati in oltre 130 mila pagine.

Fino a poco tempo fa, i documenti erano consultabili solo presso il National Archives di Washington. Alcuni siti avevano pubblicato porzioni di documenti (Fold3, per esempio). Tuttavia, per averne accesso era necessario pagare una quota di adesione.

Ora, grazie all’appassionato impegno di John Greenewald, curatore del sito The Black Vault, tutti i documenti del Project Blue Book sono disponibili gratis e in formato PDF, permettendo ai ricercatori e agli appassionati di UFO di risparmiare qualche soldo. I documenti sono disponibili a questo link.

Sin da quando era ragazzo, Greenewald si è sempre appellato al Freedom of Information Act (FOIA) per ottenere l’accesso e la diffusione dei documenti sugli UFO e altre questioni scomode. Nel corso degli anni, il ricercatore ha accumulato un archivio con oltre un milione di pagine consultabili.

“Ho deciso di pubblicare i documenti perché rappresentano la storia ufologica. Alcune fonti erano incomplete, altre difficili da reperire. Così ho pensato di creare un database facilmente consultabile”, spiega Greenewald in un’intervista rilasciata a Open Minds.

“Il Project Blue Book occupa un posto speciale nella storia UFO. Si tratta di un progetto durato 20 anni, nel quale sono stati raccolti migliaia di casi. Certo, molti di essi hanno trovato una spiegazione plausibile, ma ci sono alcune chicche che rimangono un mistero”, continua Greenewald.

“Per anni, queste informazioni sono rimaste nei microfilm dell’Archivio Nazionale. Ora, con la potenza di internet sono disponibili online. Sarà possibile confrontare i dati del Project Blue Book con i casi di oggi, e forse iniziare a trarre qualche conclusione”, conclude il ricercatore.

Il Project Blue Book è solo l’ultimo di una serie di studi sistematici condotti dell’aeronautica militare statunitense tra il 1947 e il 1969 sugli avvistamenti di oggetti volanti non identificati nel territorio statunitense e in buona parte delle Americhe e dell’Europa.

Lo scopo delle indagini era quello di determinare se gli UFO costituissero una minaccia per la sicurezza nazionale degli Stati Uniti e, in subordine, di classificare e analizzare scientificamente tutti i dati raccolti dall’aeronautica statunitense sul fenomeno.

Il primo fu il Project Sign, cominciato nel 1947 con il controverso caso Roswell, sostituito poi dal Project Grudge, che si svolse tra il 1949 e il 1951. Infine, fu approvato il progetto definitivo Blue Book, portato avanti fino al 1969.

Secondo quanto ha divulgato l’USAF, il Blue Book conta 12.618 casi, 701 dei quali sono rimasti “non identificati” (circa il 5% dei casi). Secondo alcuni ricercatori, la stima reale degli avvistamenti rimasti inspiegabili si attesterebbe intorno ai 1.600 casi.

“Ci sarà un sacco di lavoro per gli investigatori dilettanti che non hanno mai avuto accesso alla casistica completa del Blue Book”, commenta soddisfatto Nigel Watson, ricercatore UFO, al Daily Mail.

Dunque, ora sarà possibile a tutti capire quali e quanti casi sono realmente inspiegabili. A meno che, come alcuni maliziosi sostengono, non ci siano altri documenti segreti ai quali il pubblico non ha ancora accesso.

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