Un misterioso cerchio ampio 2 km avvistato in Antartide: la cicatrice di un meteorite caduto nel 2004?
Durante un volo di routine, un gruppo di scienziati ha avvistato un curioso anello ampio due chilometri impresso nel ghiaccio dell'Antartide. Secondo le prime ipotesi, il cerchio potrebbe essere il segno lasciato da un meteorite largo 7-10 metri caduto nel 2004. “Non possiamo ancora dire nulla con certezza, in questo momento”, dice uno dei ricercatori. “Possiamo solo dire che abbiamo trovato qualcosa di molto insolito”.

Un enigmatico cerchio di ghiaccio è stato osservato da alcuni ricercatori nel corso di un sorvolo di routine in Antartide.

Il cerchio sembra essere composto da un ‘iceberg’ centrale circondato da una cicatrice circolare con un diametro di due chilometri.

Secondo le prime osservazioni, l’anello potrebbe essere un enorme cratere da impatto causato da un meteorite delle dimensioni di una villetta caduto sulla Terra nel 2004.

La conclusione è stata tratta incrociando una serie di dati rilevati dalle stazioni scientifiche presenti in Antartide. Una di queste, il 2 settembre 2004 ha registrato una serie di infrasuoni (suoni a bassa frequenza in grado di percorrere distanze enormi), permettendo agli scienziati di individuare la traccia di un possibile impatto da qualche parte nell’Antartide orientale.

In uno studio separato, i ricercatori della Davis Station, la base scientifica australiana sella costa orientale dell’Antartide, riferiscono l’osservazione di una spessa scia di polvere nell’alta atmosfera proprio nel 2004.

Dunque, gli esperti ritengono che l’oggetto in caduta sia approdato sulla piattaforma di ghiaccio. I risultati suggeriscono che il meteorite, pari alle dimensioni di una villetta e in viaggio a più di 30 mila chilometri orari, si sia disintegrato appena prima che i suoi resti colpissero la calotta polare. Si stima che l’esplosione prodotta dall’impatto con l’atmosfera terrestre sia stata pari a 12 mila tonnellate di TNT.

La curiosa “cicatrice” è stata osservata la prima volta il 24 dicembre 2014 sulla regione antartica chiamata “King Baudouin Ice Shelf” (“lastra di ghiaccio di Re Baudouino”), durante un normale volo di misurazione da parte dei ricercatori.

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“Stavamo eseguendo un volo scientifico di routine vicino alla costa”, racconta Christian Müller, geofisico della ditta di rilievo Fielax. “Ho guardato fuori dal finestrino e ho visto alcune strutture insolite sulla superficie del ghiaccio. Non avevo mai visto nulla di simile prima. Il mio primo pensiero è che poteva trattarsi del residuo di un impatto da meteorite”.

Il team ha scattato una serie di fotografie e ha utilizzato un laser speciale per creare una mappa topografica del cratere. Hanno anche usato un radar per ricostruire ciò che si trova sotto la struttura circolare, nella speranza di vedere ciò che si trova là sotto.

I dati sono ancora in elaborazione, ma il dottor Graeme Eagles, geofisico e leader del team di ricerca dell’Alfred Wegener Institute presso la Princess Elisabeth Station, ha riferito che la parte superiore della piattaforma di ghiaccio risulta molto disturbata, dato che dovrebbe contribuire a confermare che si è trattato di un impatto meteoritico.

Il dottor Eagles ora sta valutando con la sua squadra la possibilità di perforare il ghiaccio sotto il cratere per vedere se riescono a saperne di più su ciò che lo ha causato.

“Se l’oggetto si è frantumato prima di colpire la piattaforma di ghiaccio, forse possiamo trovare uno strato di polvere sepolto sotto la neve accumulata negli ultimi dieci anni. Credo sia opportuno dare uno sguardo. Non possiamo ancora dire nulla con certezza, in questo momento. Possiamo solo dire che abbiamo trovato qualcosa di molto insolito”, conclude il ricercatore.

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