L’astrochimica del silicio
Il gruppo di ricerca di Yasuki Endo ha condotto esperimenti di spettroscopia a microonde che aiuteranno gli astronomi a comprendere meglio l'origine di alcune molecole interstellari, i risultati sono stati pubblicati su The Journal of Chemical Physics.
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[Media Inaf] Il silicio è un elemento diffuso nella crosta terrestre del nostro pianeta ed è presente nello spazio: nelle vaste nubi di gas del mezzo interstellare e intorno alle stelle di carbonio si trova in molecole reattive (SiCN), mentre nei grani di polvere è sotto forma di composti stabili denominati silicati.

Per osservare queste molecole occorrono telescopi sensibili alle frequenze infrarosse e submillimetriche. La loro firma si trova nello spettro, sotto forma di caratteristiche righe di emissione o assorbimento che ci possono dare informazioni preziose sulle energie necessarie per eccitarle.

Molte questioni rimangono però aperte: negli ultimi anni gli astronomi nell’analizzare gli spettri hanno osservato delle “bande interstellari diffuse” di origine incerta e non è ancora del tutto chiaro il meccanismo che origina queste molecole.

Per rispondere a questi interrogativi, dal telescopio si è passati ai laboratori terrestri. Fino ad ora non erano stati condotti esperimenti per determinare le caratteristiche spettroscopiche delle catene molecolari di carbonitruri di silicio (SiCN).

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Ora, tramite la spettroscopia a microonde, il gruppo di ricerca capitanato da Yasuki Endo dell’università di Tokyo ha condotto nuovi esperimenti per determinare la “firma spettrale”, lasciata da molecole come il SiCN ma con più catene di carbonio, come il SiC2N e il SiC3N. I risultati ottenuti sono una sorta di “Stele di Rosetta”, fondamentale per riconoscere la loro presenza negli spettri astronomici.

Se queste molecole verranno identificate in oggetti astrofisici in futuro si potranno ottenere preziose informazioni sulla chimica dell’universo e un’ulteriore comprensione dell’origine delle stelle e dei pianeti.

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