La sonda Maven è arrivata su Marte: svelerà il passato del pianeta rosso
Dopo un viaggio di 10 mesi, è entrata in orbita intorno al pianeta rosso. E' la prima missione interamente dedicata all'atmosfera marziana e ci aiuterà a capire perché è diventato un pianeta così arido e deserto.

C’è un nuovo occhio su Marte: è quello del Mars Atmosphere and Volatile Evolution (Maven), la sonda della Nasa che è appena entrata in orbita intorno al pianeta rosso.

A differenza di altre missioni precedenti, Maven non si occuperà di studiare la superficie di Marte, bensì le regioni più esterne della sua atmosfera.

Grande soddisfazione alla Nasa per le ultime fasi di manovra che hanno portato la sonda in orbita. Dopo un viaggio durato circa dieci mesi, la sonda è pronta per iniziare le osservazioni scientifiche, che partiranno ufficialmente dopo sei settimane di test degli strumenti.

Maven è la prima sonda dedicata interamente allo studio dell’atmosfera marziana, e i dati raccolti saranno di grandissima importanza per capire meglio il pianeta rosso. Lo studio dell’atmosfera infatti aiuterà a far luce sui cambiamenti climatici che in passato hanno portato Marte a essere il pianeta arido che conosciamo oggi.

Missioni precedenti hanno infatti mostrato che il clima marziano è cambiato drasticamente nel corso del tempo. Ad esempio la morfologia di molti crateri da impatto fa pensare che il suolo contenesse acqua al momento della loro creazione, e conclusioni simili si raggiungono dallo studio del tasso di erosione di varie formazioni geologiche in superficie.

La presenza di valli e canyon è poi una forte indicazione che in passato l’acqua scorresse in superficie, come confermato anche da alcuni minerali trovati di recente sul suolo marziano. Eppure, un paesaggio marziano ricoperto d’acqua appartiene a un lontano passato di almeno 4 miliardi di anni fa.

Oggi Marte ha un aspetto ben diverso: è un pianeta arido e desertico, dove la temperatura media si aggira sui -60 °C e che ai poli può scendere fino a -153 °C. Perché il clima marziano è cambiato così tanto?

L’atmosfera deve aver giocato un ruolo fondamentale, diventando sempre più rarefatta e sottile. Le osservazioni indicano che oggi la pressione atmosferica media su Marte è inferiore all’1% di quella che abbiamo qui sulla Terra al livello del mare.

Non è ben chiaro per quale motivo l’atmosfera sia cambiata, e gli scienziati sospettano che sia stata determinante l’interazione con il vento solare, il potente “vento” di particelle di alta energia emesse dal Sole.

“La missione scientifica di Maven si concentra sul rispondere a domande su dove sia andata l’acqua che era presente un tempo su Marte, e su dove sia finita l’anidride carbonica”, ha spiegato il responsabile di Maven Bruce Jakosky, dell’Università di Boulder in Colorado. “Sono domande importanti per capire la storia di Marte, il suo clima e il suo potenziale di supportare almeno la vita microbica”.

Lanciata nel novembre dell’anno scorso, la sonda ha percorso in dieci mesi un tragitto di circa 700 milioni di chilometri. Le manovre di immissione in orbita sono state coordinate dal team della Lockheed Martin Space Systems a Littleton in Colorado.

Una delle fasi più importanti è stata l’accensione dei sei propulsori, che in circa mezz’ora hanno rallentato la sonda permettendo di inserirla in un’orbita di cattura con un periodo di 35 ore. Ora, la sonda è entrata nella cosiddetta fase di commissioning, ovvero sei settimane durante le quali gli strumenti scientifici saranno testati.

Saranno anche applicate delle piccole correzioni in modo da raggiungere l’orbita finale, che avrà un periodo di 4 ore e mezza e sarà molto ellittica. In questo modo, nel suo punto di massimo avvicinamento la sonda “sfiorerà” il pianeta ad un’altezza di 93 chilometri, entrando cioè nell’atmosfera esterna e misurandone direttamente la composizione.

Nel punto più lontano dell’orbita la sonda si troverà a una distanza di circa 6 mila chilometri, da cui gli strumenti potranno condurre osservazioni di tutto il pianeta.

“Maven è un’altra missione scientifica Nasa di esplorazione robotica che apre la via al nostro viaggio su Marte”, ha dichiarato Jim Green, Direttore della divisione di scienze planetarie della Nasa, perché se vogliamo immaginare un nostro futuro viaggio su Marte, dobbiamo prima svelarne i segreti.

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