L’enigma del prurito. Cosa accade alla pelle quando abbiamo voglia di grattarci?
Il prurito è quella sensazione che provoca il desiderio di grattarsi. Molti tentativi sono stati fatti per classificarlo come una esperienza sensoriale ma non si è mai arrivati ad una chiara definizione. Allora quando abbiamo prurito, cosa sta accadendo sotto la nostra pelle?

Mediamente, il corpo umano è coperto da circa due metri quadrati di pelle.

La pelle è l’unico organo costantemente esposto a potenziali irritazioni.

Con tante cose che entrano in contatto con la nostra pelle ogni giorno, è facile, prima o poi, sentire il prurito.

Certamente, forme gravi di prurito possono essere causate da allergie, malattie e infezioni, ma diamo un’occhiata a ciò che causa il prurito comune che tutti provano ogni giorno.

Il prurito comincia da una serie di stimoli esterni, tra cui insetti, polvere, fibre dei vestiti e capelli. Come il solletico, il prurito è un meccanismo di difesa che avverte il nostro corpo di una potenziale lesione, per esempio la puntura di un insetto.

Quando lo stimolo raggiunge la nostra pelle, il fastidio non è immediato, ma poco dopo comincerà ad essere così intenso da richiedere una grattatina. Una volta che la polvere o un fibra tessile entra in contatto con lo strato superficiale della pelle, i recettori nel derma della pelle si irritano.

In una frazione di secondo, questi recettori inviano un segnale attraverso le fibre nervose della pelle, su per il midollo spinale, fino ad arrivare alla corteccia cerebrale nel cervello.

La scienza moderna ha dimostrato che il prurito possiede molte somiglianze con il dolore, e mentre entrambe sono esperienze sensoriali spiacevoli, i loro modelli comportamentali di risposta sono diversi. Il dolore crea un riflesso di ritiro, mentre il prurito porta al grattarsi.

Entrambe le fibre nervose amieliniche deputate a rilevare il prurito e il dolore hanno origine nella pelle. Tuttavia, le loro informazioni vengono trasferite al sistema nervoso centrale attraverso due distinti sistemi che utilizzano entrambi gli stessi fasci nervosi.

Non appena sentiamo un prurito, la nostra prima reazione naturale è quella di graffiare la pelle con le nostre unghie. La ragione di questa risposta è semplice: vogliamo rimuovere la causa irritante appena possibile. L’irritante che ha causato il prurito potrebbe essere anche molto piccolo, forse solo pochi micron di lunghezza, ma capace di disturbare alcune terminazioni nervose.

Una volta graffiata la zona, si comincia a sentire un certo sollievo. Quando il cervello si rende conto che la causa irritante è sparita, il segnale di prurito che viene inviato al cervello è interrotto e quindi non più riconosciuto dal cervello.

Anche se la causa irritante non viene rimossa, grattarsi a volontà, anche causando dolore, distoglie l’attenzione del cervello dal prurito. Quando ci si gratta con le unghie in maniera prolungata e intensa, certamente la causa irritante viene rimossa, ma si rischia di irritare molte più terminazione nervose, causando un prurito ancora più intenso… quindi, grattarsi con moderazione!

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