Record di gas serra: la Terra sta per soffocare
Secondo l'ultimo rapporto dell'Organizzazione Meteorologica Mondiale, le emissioni di gas serra sono aumentate tra il 2012 e il 2013 più che in qualunque altro degli ultimi 30 anni. Livelli mai così alti e il Pianeta è sempre meno capace di assorbirli.

[La Stampa] Il mondo sembra ignorare gli appelli alla consapevolezza ecologica lanciati dagli esperti, abbandonando la Terra a una deriva disintegratrice, fino al punto di non ritorno.

È questo – in sintesi – il messaggio dell’ultimo bollettino dell’Organizzazione Meteorologica Mondiale (l’Omm), in cui si denuncia un preoccupante aumento della concentrazione dei gas nocivi, sommato a una minore capacità di assorbire anidride carbonica.

Segno, questo, che il limite di resilienza del Pianeta è giunto a una soglia di difficile sostenibilità.

Secondo i valori riportati dall’ultimo dossier, la concentrazione di CO2nell’atmosfera ha raggiunto i 396 parti per milione, che corrispondono al 142% rispetto al livello preindustriale, mentre metano e ossido di azoto sono rispettivamente il 253% e il 121% rispetto ai livelli prima del 1750.

Per quanto riguarda la CO2, in particolare, l’aumento registrato tra il 2012 e il 2013 è anche il più alto da oltre 30 anni. Per effetto dei gas serra la capacità della Terra di trattenere la radiazione solare, invece di disperderla nello spazio, è aumentata del 34% rispetto al 1990.

Numeri che fanno paura: in queste condizioni la temperatura terrestre, invece di aumentare al massimo di due gradi entro fine secolo, rischia di salire del doppio, con effetti devastanti a livello globale.

Globale come la crisi ecologica che si affaccia come uno spettro sulle terre e sui mari del nostro Pianeta esposto più che mai a un rischio di entità ben peggiore – affermano gli esperti – alle ricadute che ha avuto la recente crisi finanziaria.

A confermarlo giungono alcuni studi preliminari, per altro menzionati nel dossier, secondo cui in questi anni potrebbe essere diminuita la capacità della biosfera, che normalmente assorbe il 55% delle emissioni di CO2, di «rimediare» all’uso dei combustibili fossili.

La capacità degli oceani di assorbire questo gas serra, per esempio è ora il 70% rispetto all’epoca preindustriale e si rischia di perderne un altro 20% entro la fine del secolo.

La prossima occasione di negoziato sarà la conferenza di Lima, la capitale del Perù, prevista per il prossimo dicembre, in cui si tenterà di arrivare a una bozza per un trattato globale sul clima che venga adottato dai Paesi dell’Onu alla conferenza di Parigi a fine 2015.

“Il bollettino fornisce una base plausibile e concreta dalla quale, al di là degli allarmismi, è possibile formulare azioni appropriate per contrastare questo fenomeno degenerativo”, spiega il segretario generale dell’Omm, Michel Jarraud. “Abbiamo gli strumenti e le metodologie per contenere l’aumento delle temperature entro i due gradi centigradi e consegnare, così, ai nostri figli e nipoti un Pianeta in grado di funzionare”.

Questo l’appello rivolto dal leader dell’organizzazione, secondo cui «l’ignoranza non è più ammissibile: non c’è nessuna scusa plausibile per non agire in favore della Terra».

Molte le strade da percorrere, a partire dall’Italia ad esempio, Paese in cui, nonostante le difficoltà burocratiche e amministrative, la gestione dei rifiuti, ossia il recupero e il riciclo, ha permesso un taglio dell’emissioni di anidride carbonica di quasi 10 milioni di tonnellate l’anno, circa il 2,5% del totale (435 milioni di tonnellate di CO2 equivalenti).

Questo il sorprendente risultato riportato dal Was (Waste Strategy), l’osservatorio sui rifiuti e il riciclo di Althesys, che verrà presentato a Roma il 30 ottobre prossimo. E intanto la problematica del clima si candida ad essere uno dei temi caldi della prossima Assemblea Generale dell’Onu, in programma a fine mese, grazie anche alla sensibilità sul tema più volte dimostrata dal segretario generale Ban Ki-moon.

L’appuntamento principale è per il 21 settembre, alla vigilia del vertice sul «climate change» da lui convocato al Palazzo di Vetro, per quella che gli organizzatori ritengono sarà la più grande manifestazione della storia sul clima. Centinaia di migliaia di persone – secondo le previsioni degli organizzatori – scenderanno in piazza a New York, ma anche a Londra e in altre otto città nel mondo, per chiedere ai leader di agire contro il riscaldamento globale.

Ricken Patel, direttore esecutivo della campagna digitale di Avanz, uno dei gruppi che hanno progettato la «People’s Climate March», ha convocato la grande adunanza, in cui si attendono 100 mila persone solo nella Grande Mela. Quasi 400 mila persone hanno firmato l’appello sul sito di Avanz, annunciando che parteciperanno ad uno degli eventi in programma.

Tra i sostenitori ci sono celebrità politiche e dello sport, come la modella Helena Christensen, il musicista Peter Gabriel, l’attrice Susan Sarandon, il calciatore Lionel Messi e l’attore Edward Norton. Una coalizione globale per combattere la più difficile delle sfide globali.

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