Lo scavo di Ness of Brodgar rivela un complesso templare di 5 mila anni incredibilmente sofisticato
Una campagna di scavi sulle isole scozzesi delle Orcadi potrebbe decisamente cambiare il modo in cui consideriamo gli uomini preistorici che abitavano la regione: un complesso templare antico di 5 mila anni suggerisce che i nostri antenati erano molto più sofisticati di quanto si pensasse.

Ness of Brodgar è un sito archeologico che si trova tra le Pietre erette di Stenness e il Cerchio di Brodgar, nel Cuore delle Orcadi Neolitiche, un gruppo di monumenti neolitici ritrovati in Scozia, sulle isole Orcadi. Il nome venne adottato dall’UNESCO quando lo proclamò patrimonio dell’umanità nel 1999.

Il sito conta la presenza di numerose abitazioni, lastre di pietra decorate e massicci muri di pietra. Il sito potrebbe essere stato occupato già nel 3500 a.C., fino alla fine del periodo neolitico.

La scoperta più recente riguarda quella che viene descritta come “La Cattedrale Neolitica”, un ritrovamento che secondo i ricercatori mostra che gli abitanti neolitici dell’isola erano molto più avanzati di quanto inizialmente creduto.

“La loro lavorazione è stata impeccabile”, dice Roff Smith, autore di un articolo su Ness of Brodgar in uscita sul numero di agosto del National Geographic. “Le mura imponenti che hanno costruito possono rivaleggiare con quelle romane realizzate 30 secoli più tardi. All’interno delle mura c’erano decine di edifici, tra cui una delle più grandi strutture di tutto il nord Europa preistorico”.

Come riporta The Scotsman, lo scavo archeologico, che finora ha portato alla luce solo il 10 percento del sito originale, ha restituito migliaia di reperti incredibili, comprese aste cerimoniali, asce di pietra levigata, coltelli di selce, una figurina umana, pentole, spatole di pietra, ceramica altamente raffinata e più di 650 opere d’arte neolitica, la più grande collezione mai trovata in Gran Bretagna.

I siti monumentali del Cerchio di Brodgar, le Pietre di Stenness, Skara Brae e la tomba di Maeshowe, tutti situati in un raggio di diversi chilometri da Ness, in passato venivano visti come siti isolati e con storie distinte. Ma con il progresso degli scavi, gli archeologi oggi pensano che questi monumenti megalitici fossero tutti collegati in qualche modo, anche se lo scopo complessivo rimane sconosciuto.

“Ness ci sta dicendo che questo paesaggio è molto più integrato di quanto chiunque abbia mai ipotizzato”, spiega l’archeologo Nick Card, direttore degli scavi. “Tutti questi monumenti sono indissolubilmente legati da un qualche grande tema che possiamo solo immaginare. Le persone che hanno dato vita a tutto ciò facevano parte di una società più complessa e capace di quanto solitamente si pensi”.

Il sito di Ness, insieme ad altre strutture dell’Età della Pietra, formano il nucleo di un sito patrimonio mondiale dell’UNESCO chiamato il Cuore delle Orcadi Neolitiche.

Roff Smith, autore dell’articolo del National Geographic, è convinto che le Orcadi siano state abitate da persone in anticipo sui tempo. “Avevano la tecnologia dell’Età della Pietra, ma la loro visione era di millenni in anticipo”.

Insomma, un fertile e lussureggiante arcipelago al largo della punta settentrionale della moderna Scozia, su cui è stato realizzato un complesso di edifici monumentali completamente differente da quanto visto fino a quel momento.

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