Gli archeologi provano a svelare i segreti della Pietra di Dandaleith
Un gigantesco monolito di granito rosa ricoperto di enigmatici simboli è stato scoperto l'anno scorso in Scozia da un contadino dopo aver rotto il suo aratro. Secondo i ricercatori, la pietra è opera dei Pitti, una popolazione vissuta nella regione tra il 3° e il 9° secolo. Gli archeologi sono impegnati in uno studio volto a stabilire se la pietra è stata trovata nella sua posizione originale o se è stata depositata lì durante un alluvione su larga scala.

Gli archeologi hanno pubblicato i dettagli su quella che viene definito come il ritrovamento più importante fatto in Scozia negli ultimi decenni.

Si tratta della Pietra di Dandaleith, un enorme masso di granito rosa scolpito dai Pitti, una popolazione che vissuta in Scozia fino al 10° secolo.

La scoperta è stata fatta nel 2003 da un contadino mentre arava il suo campo vicino a Craigellachie, dopo che il suo aratro si è rotto urtando contro il masso sepolto a pochi centimetri di profondità.

Lunga quasi 1,8 metri e peante più di una tonnellata, la Pietra di Dandaleith è stata definita inizialmente dal proprietario terriero come una “pietra piuttosto grossa con una sorta di scultura”. Il ritrovamento è stato consegnato nel maggio del 20312 al Servizio Archeologico dell’Aberdeenshire Counsil.

“I cittadini contattano regolarmente il Servizio Archeologico quando ritrovano manufatti antichi, ma la segnalazione della Pietra di Dandaleith è stato qualcosa di veramente inaspettato, una vera rarità”, dice alla BBC Claire Herbert, archeologo del consiglio regionale, lodano il contadino per il suo aiuto. “A nostra conoscenza, si tratta di una scoperta davvero unica che ha il potenziale di alterare la nostra comprensione sulla storia dei Pitti”.

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I Pitti (di incerta origine, forse pre-celtica) erano una confederazione di tribù stanziate, prima ancora della conquista romana, in quella che più tardi diventerà la Scozia orientale e settentrionale, fino al X secolo. Si suppone fossero stati i discendenti dei Caledoni e di altre tribù nominate dagli storici romani o trovate nel planisfero di Tolomeo.

L’archeologia fornisce qualche aspetto della società dei Pitti. Sebbene molto poco sia rimasto dei documenti scritti, la loro storia fin dal tardo VI secolo è conosciuta tramite una varietà di fonti, compresa la Historia ecclesiastica gentis Anglorum di Beda, le “vite dei santi”, come quelle di Columba e di Adomnán, e vari annali irlandesi.

L’impressione popolare che li caratterizzava era quello di un popolo oscuro e misterioso. Si opposero strenuamente all’invasione di Roma, e per ben tre volte riuscirono a passare il Vallo di Adriano, nel III secolo.

Si pensa che i Pitti creassero le pietre scolpite come marcatori territoriali o monumenti commemorativi. La Pietra di Dandaleith presenta una grande aquila, una mezzaluna, e varie figure geometriche, con aspetti che la rendono unica rispetto a quanto già trovato.

I ricercatori stanno esaminando la pietra a Edimburgo, anche se poi verrà restituita al Museo Elgin entro la fine di quest’anno.

“La presenza di due serie di simboli su una sola pietra è di per sé una caratteristica molto insolita rispetto al corpus di pietre già scoperte”, spiega David V. Clarke, specialista altomedievale ed ex Custode di Archeologia presso il National Museum of Scotland. “Questo aspetto la rende unica”.

Gli archeologi sperano di poter effettuare un’indagine geofisica e scavi su piccola scala per capire se la pietra è stata trovata nella sua configurazione originale o se è stata depositata da una delle inondazioni massicce che ha colpito la zona nei secoli passati.

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