Nazca: forti venti portano alla luce geoglifi precedentemente sconosciuti
Il ricercatore Eduardo Herrán Gómez de la Torre, nel corso di un'ispezione aerea dell'altopiano di Nazca, Perù, ha notato la comparsa di geoglifi precedentemente sconosciuti. Gli esperti ritengono che le nuove linee siano emerse grazie all'azione delle forti tempeste di sabbia.

Mentre sorvolava il famoso deserto di Nazca, il ricercatore Eduardo Herrán Gómez de la Torre ha notato alcuni geoglifi che non erano mai stati rilevati in precedenza.

Secondo quanto riportato da El Comercio, i geoglifi, o linee, siano emerse dopo le recenti tempeste di sabbia che hanno compito la zona tra Mercoledì e Sabato della settimana scorsa, i più intensi degli ultimi 25 anni, con una velocità che ha raggiunto i 60 km orari.

Le formazioni appena individuate raffigurano un serpente lungo 60 metri e largo 4 metri, un uccello, un animale, che potrebbe essere un lama, e alcune linee a zig-zag.

Le immagini si trovano su due colline situate ai margini sinistro e destro della Valle di El Ingenio, vicini a San Jose e Pampas di Jumana, dove si concentrano i geoglifi già noti. “Si tratta di disegni enigmatici che hanno più di 2 mila anni”, ha detto Herran. “Potrebbe trattarsi di geoglifi Paracas, anche se questo verrà appurato dalle indagini archeologiche”.

Le nuove linee vanno ad aggiungersi alla ricca collezione di geoglifi noti creati tra il 500 a.C. e il 500 d.C., nei quali è possibile scorgere oggetti naturali, come animali, e disegno geometrici.

Gli archeologi pensano che le linee di Nazca sono state create utilizzando pali di legno per rimuovere lo strato di ciottoli ricchi di ossido di ferro, scavando fino a raggiungere lo strato sottostante di sabbia bianca. Le linee sono state individuate per la prima volta nel 1939, da un pilota impegnato in un sorvolo della regione di Nazca.

Le creazioni riguardano animali, insetti, piante, esseri misteriosi, e linee geometriche lunghe diversi chilometri. L’immagine più grande è quella del famoso pellicano, seguita da quella del ragno, della scimmia e della lucertola. È possibile scorgere anche una strana creatura con due mani umane, ma solo con quattro dita. Alcune delle immagini prodotte sul terreno sono state trovate anche su oggetti di ceramica dello stesso periodo.

Certamente, le Linee di Nazca rappresentano uno tra i più grandi enigmi dell’archeologia, e la ragione per cui sono state create è ancora incerta. Molti ricercatori pensano che siano state utilizzate per rituali astronomici.

Secondo l’archeologo Giuseppe Orefici Pecci, i geoglifi potrebbero avere una qualche relazione con l’acqua. Il geoglifo triangolare nella parte inferiore della monte Cerro Blanco, per esempio, è stato creato lungo le falde acquifere, mentre il geoglifo del condor è legato alla leggenda secondo la quale quando questo uccello vola sopra la montagna, seguono grandi piogge. Così come il colibrì, animale che compare solo dopo grandi piogge.

Tuttavia, questa teoria spiega solo parzialmente il significato delle linee, sorvolando sul motivo delle altre raffigurazioni. Tutte queste linee, grandi e piccole, compongono gigantesche figure sul terreno, raffiguranti pesci, ragni, scimmie, gorilla, ma così enormi che è possibile vederli soltanto ad alta quota.

A chi erano indirizzati i misteriosi disegni delle famose Linee di Nazca, visibili soltanto da altitudini elevate? “I disegni sono fatti per qualcuno che vola! Su questo non si può discutere!”, afferma lapidario Erich von Däniken, uno dei fondatori della Teoria degli Antichi Astronauti.

Ma i geoglifi giganti non sono l’unico mistero che circonda Nazca. Sorvolando l’altopiano di Nazca, è possibile notare che alcune delle montagne sono state spianate artificialmente. Se si fa un confronto con le montagne circostanti il sito, ci si accorge che queste hanno delle creste evidenti, mentre alcune risultano perfettamente piatte, come tranciate di netto. Il vero mistero è che il materiale di risulta di quella montagna spianata risulta completamente scomparso. Che ne è stato?

Secondo von Däniken, se si guarda Nazca dall’alto, si ha l’impressione di osservare un vero e proprio aeroporto, con quelle linee larghe che sembrano delle piste di atterraggio. Ma come è possibile immaginare velivoli antichi più di 2 mila anni fa?

Secondo alcuni teorici del paleocontatto, se per ipotesi una civiltà aliena fosse arrivata sulla Terra e avesse voluto scoprire molto velocemente di cosa è fatto il pianeta, Nazca sarebbe il posto ideale per ricavare questo tipo di informazione prelevando campioni, perchè l’altopiano peruviano, ancora oggi, è una delle regioni più ricche di materie prime al mondo. C’è di tutto: oro, uranio, ferro, ecc… in quantità enormi. Quelle zone sono il “riassunto” delle risorse minerarie terrestri.

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