L’eruzione vulcanica più spettacolare del Sistema Solare è su una luna di Giove
Tre gigantesche eruzioni, tra cui una delle più luminose mai osservate nel Sistema Solare, sono state riprese nell’arco di due settimane tra agosto e settembre del 2013 su Io, una delle lune di Giove. Un numero sorprendentemente alto per fenomeni di queste dimensioni.

Giungono a Terra le immagini di una delle più spettacolari eruzioni vulcaniche mai viste nel Sistema Solare, decine di migliaia di volte più potente rispetto a quella del vulcano islandese Eyjafjallajokull, che nel 2010 bloccò il traffico aereo sull’Europa.

Le straordinarie immagini, riprese principalmente con il telescopio internazionale Gemini Nord alle Hawaii, mostrano un vulcano di Io in piena attività. A provocare questa intensa attività geologica su Io è l’attrazione gravitazionale del pianeta gigante del Sistema Solare.

Le immagini risalgono all’agosto 2013, ma la loro analisi è stata completata adesso dal gruppo di ricerca dell’università californiana di Berkeley coordinato dall’astronoma Katherine de Kleer, e pubblicata sulla rivista Icarus. “Le immagini rappresentano la migliore cronaca di un’eruzione vulcanica, ripresa dalla sonda Gemini giorno per giorno”, spiega de Kleer.

È stata un’eruzione gigantesca, che ha liberato numerosi chilometri cubi di lava. “Nel momento in cui abbiamo osservato l’evento l’area appena coperta dalla lava aveva un’estensione di decine di chilometri quadrati”, ha detto ancora la ricercatrice.

L’ipotesi dei ricercatori è che l’eruzione sia avvenuta attraverso lunghe fessure sulla superficie di Io, con fontane di lava decine di migliaia di volte più potenti rispetto a quelle emesse nel 2012 dal vulcano islandese Eyjafjallajokull.

Io, la più interna tra le lune scoperte da Galileo, è l’unico altro posto conosciuto nel Sistema solare, oltre la Terra, con vulcani da cui fuoriesce lava estremamente calda. Grazie alla sua bassa gravità, le grandi eruzioni producono un ombrello di detriti che s’innalza parecchio al di sopra della superficie, contribuendo a spargere un’enorme quantità di lava in un ristretto lasso di tempo.

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“Questi nuovi eventi sono ascrivibili a una classe relativamente rara di eruzioni, a causa della loro grande dimensione e dell’emissione termica sorprendentemente alta”, ha spiegato Ashley Davies, vulcanologo del Jet Propulsion Laboratory della NASA e coautore dello studio. “La quantità di energia emessa da queste eruzioni implica fontane di lava sgorganti con ingenti volumi, dando origine a colate di lava che rapidamente si spargono sulla superficie di Io”.

La temperatura a cui si è svolta l’eruzione sarebbe molto superiore a quella riscontrabile in un’eruzione terrestre odierna, un fatto che de Kleer ritiene “indicativo di una composizione del magma come sulla Terra si è avuta solo durante il periodo della sua formazione”.

Ecco che, piuttosto che riportarci ai travagli tettonici terrestri odierni, le eruzioni di Io possono dunque figurarci quell’antichissima stagione in cui prendevano forma i pianeti più interni del sistema solare, come le giovani Venere e Terra.

“Stiamo usando Io come un laboratorio vulcanologico, dove possiamo guardare indietro nel passato dei pianeti di tipo terrestre per avere una migliore comprensione di come queste grandi eruzioni siano avvenute, di quanto veloci erano e di quanto duravano”, ha aggiunto ancora Davies. “Questo ci aiuterà a capire i processi che hanno contribuito a delineare le superfici dei pianeti di tipo terrestre, incluse Terra e Luna”.

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