Usa: il rischio terremoti è aumentato sulla costa orientale
Allarme del servizio geologico americano: aumenta il rischio terremoti sulla costa orientale degli Stati Uniti. Il terremoto in Virginia del 2011 è stato un segnale d'avvertimento.

[America24] La West Cost resta la zona più a rischio sismico degli Stati Uniti.

Tuttavia, secondo quanto rivelato da un rapporto dell’U.S. Geological Survey, l’agenzia scientifica del governo degli Stati Uniti che studia il territorio americano, la novità, è che i pericoli sono fortemente in crescita in alcune zone del centro e dell’est degli Stati Uniti.

“Gli Stati Uniti orientali potrebbero avere potenzialmente terremoti più grandi e più dannosi di quanto mappature e valutazioni precedenti avessero messo in conto”, afferma il rapporto.

L’agenzia governativa pubblica ogni sei anni una nuova mappatura geologica del territorio statunitense, finalizzata ad aggiornare i livelli di pericolosità delle varie zone.

Mark Petersen, a capo del National Seismic Hazard Project, ha affermato che tra le aree ora più a rischio ci sarebbero alcune parti degli Stati di Washington, Oregon, Utah, Oklahoma, Colorado, Wyoming e Tennessee, ora inserite nelle prime due zone di pericolo.

Il terremoto che ha colpito la Virginia nell’agosto 2011 con una magnitudo pari a 5,8 gradi è stato un segnale d’allarme evidente, dal quale gli scienziati hanno imparato molto. “È stato tra i più grandi terremoti che si sono verificati e ci ha aiutati a comprendere che potrebbero verificarsene anche di più forti”, si legge ancora nel rapporto.

Il sisma, il cui epicentro è stato individuato a circa 64 chilometri a nord-ovest di Richmond, si avvertì su una vasta area comprendente tutta la zona atlantica centrale e buona parte del nord-est. Secondo Petersen, quell’evento ha contribuito a creare la consapevolezza che gli Stati Uniti orientali possono essere luogo di grandi eventi sismici.

Inoltre, lo studio evidenzia un aumento dei terremoti nella zona centrale degli Stati Uniti che potrebbe essere correlato allo smaltimento delle acque reflue provenienti dalla trivellazione dei giacimenti di petrolio e gas in stati quali l’Oklahoma.

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“Questo fenomeno è aumentato dall’ultima mappa di aggiornamento del 2008; da quel momento si è evidenziato un aumento drammatico di terremoti negli Stati Uniti centrali” afferma la relazione. Tuttavia gli eventi sismici non si verificano vicino a tutti i pozzi di smaltimento; per questo il fenomeno, ha detto Petersen, sarà “oggetto di altri studi”.

La mappa in alto mostra le aree a maggior rischio di futuri terremoti e i fattori più strettamente connessi a tali rischi. Il più alto rischio riguarda però solo alcune zone dei seguenti Stati: Alaska, Hawaii, California, Oregon, Washington, Nevada, Utah, Idaho, Montana, Wyoming, Missouri, Arkansas, Tennessee, Illinois, Kentucky e South Carolina. In North Dakota, Minnesota, Wisconsin e Florida si trovano invece le zone con il più basso rischio di eventi sismici.

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