Secondo i consumatori gli hamburger di McDonald’s sono i peggiori d’America
Nuovo schiaffo per la multinazionale del “cibo” fast: secondo un sondaggio condotto dalla rivista Consumer Reports, l'hamburger di McDonald's è considerato dai consumatori il peggiore d'America. Gli americani si stanno svegliando... e gli europei?

Dopo essersi guadagnata gli onori della cronaca a causa di diversi problemi, McDonald’s riceve un altro schiaffo, questa volta direttamente dai consumatori americani.

Secondo un sondaggio condotto dalla rivista Consumer Reports, mensile dedicato ai consumatori americani, la multinazionale del panino fast si è guadagnata l’ultima posizione per quanto riguarda l’indice di gradimento dei suoi prodotti.

Anche le catene Kfc e Taco Bell si sono piazzate sul fondo della classifica per quanto riguarda i loro settori merceologici che sono, rispettivamente, pollo e burritos.

“La qualità, oltre ai prezzi bassi, diventa sempre più un fattore decisivo per molti americani”, spiega Tod Marks, senior projects editor di Consumer Reports. Secondo Marks, i risultati dell’indagine, condotta sui circa 32 mila abbonati, è una “sveglia per il settore” che impone una “reazione delle grandi aziende”.

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Tuttavia, McDonald’s, per far fronte al calo di popolarità, ha ideato una nuova strategia di marketing: cibo migliore? Assolutamente no! Cibo più fast, in appena un minuto. Questo il tempo massimo con cui i clienti McDonald’s che guidano nei cosiddetti drive-thru, i punti vendita dove si possono fare ordini stando comodamente seduti al volante della propria auto, si vedranno recapitare il pranzo.

I clienti verranno muniti di un contaminuti al momento dell’ordine. Allo scadere dei sessanta secondi previsti, si vedranno recapitare il pranzo, altrimenti verranno rimborsati con un buono pasto. La mossa dovrebbe consentire alla catena di fast food di diventare più competitiva sul mercato del pranzo.

A quanto pare, le abitudini alimentari degli americani stanno subendo una salutare modifica, orientandosi verso prodotti di qualità. A questo punto, la speranza è che anche in Europa succeda qualcosa di simile, imponendo alle grandi catene alimentari standard qualitativi di alto livello e condizioni di lavoro più dignitose e rispettose della persona.

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