Antichi reperti sumeri trovati in un armadio dell’Università di Bristol: giallo sulla loro provenienza
Un vero e proprio tesoro antico è stato trovato, un po' per caso, in un armadio dell'Università inglese di Bristol: una scatola piena di antichi reperti sumeri ottenuti da scavi archeologici. Nonostante la gioia dei ricercatori, nessuno è in grado di dire come i reperti siano giunti lì.

È davvero incredibile ciò che si può trovare facendo pulizie approfondite.

I ricercatori dell’Università di Bristol, Inghilterra, si sono ritrovati tra le mani una serie di reperti sumeri custoditi in uno scatolo trovato in un armadio dimenticato dell’istituto.

La scatola contiene i materiali provenienti da scavi archeologici eseguiti da Sir Leonard Wooley nel sito dell’antica città sumera di Ur. “Direi che è come se avessimo trovato un dipinto di Monet nella soffita di mia nonna”, dice la docente di archeologia Tamar Hodos a Phys.org.

Le prime analisi hanno appurato che si tratta di reperti antichi di 4,5 mila anni, costituiti da ceramiche, semi, anelli di mela carbonizzati e ossa di animali, tutti oggetti provenienti da una tomba di uno scavo eseguito in Iraq tra il 1920 e il 1930, sponsorizzato congiuntamente dal British Museum e dal University of Pennsylvania Museum.

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I materiali sono già stati analizzati e descritti in pubblicazioni precedenti. Tuttavia, i ricercatori di Bristol sono particolarmente entusiasti dato che è molto raro trovare materiale biologico in scavi tanto antichi.

Le schede all’interno della cassa annotano scrupolosamente dove sono stati ritrovati i materiali, assieme ai numeri di identificazione dello scavo. Il materiale è stato consegnato al British Museum, che al momento ha aperto un’indagine.

“Non c’è dubbio che si tratta di materiale scavato da Wooley”, ha detto la Hodos. Tuttavia, nessuno sa come il materiale sia finito nell’Università di Bristol, non avendo alcun legame con lo scavo di Wooley. I docenti hanno pubblicamente chiesto aiuto per risolvere l’enigma burocratico-archeologico.

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