L’enigmatica pietra di Cochno potrebbe presto essere restituita alla luce del giorno
Una serie di misteriose incisioni rupestri realizzate dai nostri antenati più di 5 mila anni fa. Dopo essere stata sepolta per 50 anni per proteggerla dai vandali, la Pietra di Cochno, uno dei più belli esempi di scultura europea dell'Età del Bronzo, potrebbe presto rivedere la luce del giorno.

Con decine di spirali incise, coppelle profonde, forme geometriche e altri motivi misteriosi, la Pietra di Cochno, situata nel West Dunbartonshire, Scozia, è considerata il miglior esempio di arte europea dell’Età del Bronzo.

Eppure, nel disperato tentativo di proteggere il prezioso manufatto dai vandali, la pietra è rimasta sepolta negli ultimi 50 anni sotto diversi metri di terra e vegetazione.

Ora, come riporta The Scotsman, il consiglio comunale di Clydebank sta valutando la possibilità di riportare alla luce la spettacolare scultura.

La pietra, che misura circa 13 metri per 8 metri, fu scoperta dal Reverendo James Harvey nel 1887, su alcuni terreni vicini a quello che oggi è il complesso residenziale di Faifley, alla periferia di Clydebank. La lastra è ricoperta da più di 90 incisioni e coppelle.

Si tratta di una forma di arte preistorica costituita da alcune depressioni concave profonde qualche centimetro, scavate sulla superficie di una roccia e spesso circondate da cerchi concentrici e altri motivi geometrici.

Solitamente, le decorazioni compaiono come petroglifi su massi naturali e affioramenti, ma anche megaliti, cerchi di pietra e tombe a corridoio. Si trovano principalmente nell’Inghilterra del Nord, Scozia, Irlanda, Portogallo, nel nordovest della Spagna, nel nordovest dell’Italia, in Grecia e in Svizzera. Alcune di esse sono state individuate anche in Messico, Brasile e India.

I segni incisi sulla Pietra di Cochno, che i ricercatori ritengono risalire a circa 5 mila anni fa, sono accompagnati da una croce precristiana incisa all’interno di un ovale, e da due coppie di impronte scolpite nella roccia, dove ogni piede conta solo 4 dita.

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Anche se il significato originale della pietra è andato ormai perduto, molte teorie sono state avanzate per spiegare quale possa essere il suo scopo. Le ipotesi hanno proposto che possa trattarsi di un’antica forma di scrittura, di marcature a carattere religioso o spirituale, di una mappa stellare o di semplici decorazioni.

Tuttavia, partendo dell’ubicazione che solitamente presentano questo tipo di pietre, possono essere fatte alcune considerazioni generali. Molte delle incisioni rupestri sono ubicate, o addirittura incorporate, in prossimità di tumuli funerari, in qualche modo collegate con i riti di sepoltura e la credenza nella vita ultraterrena.

I simboli sono presenti anche sui menhir e i circoli di pietra. Altre volte sono incise su speroni di roccia ad alta quota, in siti che sembrano essere stati appositamente scelti in modo da avere una visuale panoramica del territorio circostante. Infine, in molti casi, le incisioni sembrano corrispondere alle stelle di una costellazione.

Lo storico Alexander McCallum, il maggior promotore della causa, ha detto che le interpretazioni delle incisioni sulla Pietra di Cochno possono essere molteplici.

“Alcuni pensano che la Pietra di Cochno sia una mappa che mostra la posizione degli insediamenti nella Valle di Clyde. In realtà, potrebbe essere servita per molteplici scopi e nel corso dei secoli il suo utilizzo potrebbe essere cambiato”, spiega McCallum.

Durante il 1960, la Pietra di Cochno fu più volta danneggiata da atti vandalici, così, nel 1964, gli archeologi dell’Università di Glasgow raccomandarono di seppellire la pietra per evitare ulteriori danni. La pietra fu interrata e da allora riposa sotto una fitta vegetazione.

Su richiesta di McCallum, il consiglio comunale di Clydebank sta valutando la possibilità di restituire la pietra alla luce del sole, valutando quali misure adottare per garantirne la conservazione.

“Negli ultimi cinquant’anni, ci sono stati notevoli progressi nelle tecniche di registrazione e conservazione. Saremmo felici di sostenere le proposte avanzate, con la collaborazione dell’ente locale e del proprietario del terreno”, ha dichiarato la portavoce del Consiglio.

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