Viviamo in un “multiverso”? Il nostro universo potrebbe essere solo una bolla in un mare spumeggiante di bolle
Una serie di esperimenti innovativi potrebbe gettare nuova luce sull'idea di “multiverso”, la teoria secondo la quale il nostro universo è solo uno tra i tanti esistenti. I ricercatori sperano di trovare la prova empirica definitiva a conferma della teoria.
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Non più un uni-verso, ma un multi-verso, cioè un insieme di numerosi universi.

Alcuni scienziati teorizzano che l’universo in cui viviamo potrebbe essere una bolla in una mare spumoso di altri universi-bolla.

Con l’ausilio di una nuova serie di esperimenti e osservazioni, i ricercatori sperano di trovare la “pistola fumante” che provi la teoria dei multiversi.

All’Istituto Perimeter di Fisica Teorica in Canada, dicono che la teoria degli universi multipli nasce dall’idea che all’inizio del tempi vi sia stato il vuoto, fonte primordiale di energia (chiamata energia oscura, energia del vuoto, campo di inflazione o campo di Higgs).

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Questa energia può essere legata alle fluttuazioni dei campi quantistici che emergono quando si osserva lo spazio a distanze estremamente piccole oppure in intervalli di tempo estremamente ridotti, allorché gli effetti quantistici entrano in gioco in modo decisivo.

“Come l’acqua in una pentola comincia a bollire, questa alta energia ha cominciato a evaporare, formando delle bolle”, spiegano i ricercatori. “Ogni bolla conteneva altro vuoto, la cui energia era chiaramente inferiore. Questa energia ha spinto le bolle ad espandersi”. Ognuna di queste bolle è un universo.

Inevitabilmente, alcune bolle si sono scontrate ed è possibile che abbiano prodotto bolle secondarie. “In questo quadro, il nostro universo è una bolla in un mare schiumoso (quantistico) di universi bolla”, spiega il gruppo di ricerca.

L’ipotesi è fonte di disaccordo nella comunità dei fisici. Alcuni fisici dissentono, e affermano che la teoria deve essere oggetto di appropriati studi scientifici, richiedendo una qualche prova sperimentale. “Stiamo cercando di scoprire quali previsioni verificabili di questo modello possono esserci”, dice Matthew Johnson.

L’idea è quella di prendere in considerazione i rari casi in cui il nostro universo bolla viene a collisione con un altro universo bolla. “Dobbiamo simulare l’intero universo”, continua Johnson. “Si comincia con un multiverso simulato al computer che contiene due bolle, e vedere cosa succede quando esse si scontrano. Poi, posizioniamo osservatori virtuali in vari luoghi e verificare quali possano essere gli effetti visibili dello scontro”.

Secondo Johnson, uno degli effetti della collisione del nostro universo-bolla con un altro universo-bolla potrebbe essere un “grande disco nel cielo”, una sorta di livido circolare impresso nella radiazione cosmica di fondo. Al momento, però, nessuna struttura del genere è ancora stata rilevata.

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