Ricercatori scoprono una creatura che costringe a riformulare il percorso evolutivo degli organismi
Si ritiene che la “medusa a pettine” sia una delle forme di vita marina più semplici esistenti sul nostro pianeta. Eppure, i ricercatori hanno scoperto che questa creatura si è evoluta in modo alternativo rispetto alle altre forme di vita animale. La scoperta potrebbe portare ad una revisione completa della tradizionale teoria evolutiva.

Mentre gli astronomi cercano segni di vita extraterrestre nel cosmo, i biologi terrestri continuano a scoprire “creature aliene” qui sul pianeta Terra.

I ricercatori hanno scoperto che l’organismo marino conosciuto come “medusa a pettine”, ritenuto una delle creature marine più semplici, in realtà sono dotati di un sistema neurale unico, completamente diverso rispetto a quello degli altri suoi simili.

Questi bellissimi, ma poco conosciuti, animali traslucidi vengono spesso chiamati “alieni del mare” e per una buona ragione.

I ricercatori dell’Università della Florida hanno scoperto che essi, in qualche modo, sono in grado di rigenerare intere parti perdute del corpo. Alcuni possono addirittura far ricrescere il proprio cervello.

Uno sguardo approfondito ai geni di dieci specie di medusa a pettine ha rivelato che queste creature misteriose hanno intrapreso un percorso evolutivo completamente diverso rispetto al resto del regno animale, con una complessità neurale unica nel suo genere.

In altre parole, il sistema nervoso di questi organismi si è evoluto più di una volta. La ricerca, pubblicata sulla rivista Nature, sfida le teorie tradizionali sull’evoluzione degli animali. “Questo studio dimostra, su base genomica, che queste creature sono veramente alieni”, spiega il neurobiologo Leonid Moroz.

“Mostrando le principali caratteristiche del loro corredo molecolare – sviluppo, sistema immunitario, nervi e muscoli – posso onestamente farvi conoscere dei vari alieni del mare. Non c’è bisogno di aspettare: gli alieni sono nel nostro cortile”, dice ancora il ricercatore.

Leggi anche:

Un’onda di luce blu attraversa l’organismo durante la morte

Siberia: riesumano un super virus di 40 mila anni fa

Secondo la teoria generale, tutti gli animali si sono evoluti da un unico antenato; gli animali più antichi erano più semplici; una volta emersi i primi sistemi neurali, gli organismi si sono evoluti in un percorso lineare che va dalle reti nervose primitive fino a cervelli complessi come quello umano.

Sulla base della loro ricerca, il team di Moroz ha offerto una spiegazione drammaticamente diversa. Le analisi genetiche hanno rivelato, in primo luogo, che le meduse a pettine rappresentano il ramo più antico dell’albero genealogico, a differenza di quanto afferma la teoria tradizionale, secondo la quale sarebbero le spugne gli organismi più antichi, dato che le spugne non hanno neuroni.

Allora cosa è successo? Moroz ha proposto che si tratta di evoluzione parallela: mentre altri rami dell’albero genealogico degli animali hanno condiviso un percorso evolutivo, le meduse a pettine hanno intrapreso una strada diversa, sviluppando cellule nervose che controllano funzioni quali il movimento e il comportamento.

Questi organismi hanno molti geni che altri animali non utilizzano per lo sviluppo e la funzione neurale. “Sono risultati molto strani”, ammette Moroz. “Le meduse utilizzano tutte lo stesso alfabeto nella comunicazione neurale, come la serotonina, la dopamina e altri prodotti chimici di segnalazione, ma non le più antiche meduse a pettine, le quali utilizzano metodi unici per loro”.

“Stanno presentando dati molto potenti”, commenta Antonis Rokas, biologo presso la Vanderbilt University, non coinvolto nello studio. “È come se l’evoluzione ci avesse dato due modelli diversi lo sviluppo di una struttura molto importante”.

“Il nostro concetto di natura prevedeva che esistesse un solo modo per fare un sistema neurale”, riprende Moroz. “I dati, invece, indicano che vi è più di un progetto per realizzare un cervello, un circuito neurale complesso e dei comportamenti”.

Dunque, i risultati rimodellano quasi due secoli di pensiero zoologico, implicando che ci sono molti modi per “fare un animale” fornito di neuroni e muscoli. “La natura è molto più innovativa di quanto pensassimo”, conclude Moroz.

CONDIVIDI: