Il nostro Sole ha un fratello gemello a soli 110 anni luce di distanza
Scoperta a 110 anni luce dalla Terra una stella (HD 162826) nata dalla stessa nube di gas che diede vita alla nostra. Un lavoro in pubblicazione per The Astrophyiscal Journal indica che la stella nel nostro vicinato cosmico sarebbe nata nella stessa zona della Via Lattea e dalla stessa nube dalla quale si è formato il Sole.
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[National Geographic] – Una sorella gemella ritrovata dopo tanto tempo. Così si può definire HD 162826, una stella gialla, di aspetto familiare, osservata a 110 milioni di anni luce da noi.

Secondo gli astronomi è nata dalla stessa nube di gas che diede vita al nostro Sole. “Il Sole”, spiega Iván Ramírez, astronomo della University of Texas di Austin e primo firmatario della ricerca che sarà pubblicata su The Astrophysical Journal, “nacque in un ammasso stellare che si formò più di 4,5 miliardi di anni fa.

Conteneva migliaia o forse centinaia di migliaia di stelle, che da allora si sono disperse. In un periodo di tempo così lungo possono succedere molte cose”.

Ramírez e i suoi colleghi hanno indagato su 23 stelle che la ricerca aveva già identificato come possibili gemelle solari. Per ciascuna stella hanno analizzato il suo percorso – passato e futuro – nello spazio e la sua “impronta chimica”, un dato che contribuisce a ricostruirne il “pedigree”. Combinando i risultati ottenuti usando le due tecniche, gli studiosi sono riusciti a stringere il cerchio solo su una stella: HD 16826, appunto.

Ma se fin dall’inizio il Sole era parte di una grande famiglia stellare, dove sono tutte le altre sorelle? Secondo gli astronomi, solo HD 16826 e poche altre sono rimaste in una zona della galassia relativamente vicina a noi; altre devono essere “andate alla deriva” verso zone più remote della Via Lattea.

Se sarà possibile trovare altri membri dispersi della famiglia, gli scienziati sperano di poter svelare alcuni dei misteri che circondano la nascita del nostro Sistema solare, e forse anche capire meglio perché è così favorevole alla presenza della vita.

“Se riusciamo a scoprire in quale parte della galassia si è formato il Sole, potremo comprendere le condizioni in cui ha avuto origine il Sistema solare, e magari capire meglio anche perché siamo qui”, commenta Ramírez.

C’è anche una piccola possibilità, continua lo studioso, che tra il sistema planetario del Sole e quelli – eventuali – delle stelle sorelle ci sia stata uno “scambio” di forme di vita. “Si potrebbe sostenere che le ‘sorelle stellari’ siano i principali obiettivi cui guardare quando si cercano forme di vita extraterrestri”.

Per ora però, occorreranno osservazioni molto più ampie – come quelle previste nell’ambito della missione GAIA dell’Agenzia spaziale europea – per trovare altre stelle sorelle e mettere alla prova le ipotesi.

La gemella conosciuta, però, è visibile anche dalla Terra: HD 162826 ha una luminosità di magnitudine 6,6, non abbastanza per poterla vedere a occhio nudo, ma sufficiente per identificarla anche con un binocolo da qualsiasi punto dell’Emisfero settentrionale.

Si trova nella costellazione di Ercole, sulla linea immaginaria che collega il gomito e la mano della figura dell’eroe formata dalle stelle della costellazione: più precisamente, è a un terzo della distanza tra Theta Herculis e Iota Herculis.

Rispetto a Vega, una delle stelle più brillanti del firmamento e quindi un punto di riferimento molto conosciuto dagli astrofili, la stella gemella si trova a circa 10 gradi di distanza in alto a destra: un astro di aspetto familiare che appare dalle profondità dello spazio.

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