Due storici spagnoli affermano di sapere dove si trova il Santo Graal
Il Santo Graal, il calice che la tradizione ritiene essere stato usato da Gesù Cristo durante l'Ultima Cena, è stato per secoli l'oggetto del desiderio di teologi, archeologi, alchimisti e despoti in cerca di potere ultraterreno. Eppure, le ricerche, fino ad oggi, sembrano essere state vane. Ma due studiosi spagnoli sono convinti di aver individuato l'esatta posizione della reliquia più sacra di tutti i tempi.

Secondo la tradizione cristiana, il Santo Graal è stato il calice utilizzato da Gesù Cristo durante l’Ultima Cena con i suoi discepoli.

Per anni è stato oggetto di frenetiche ricerche da parte di teologi, archeologi, procacciatori di tesori e di uomini potenti in cerca di una strada magica per placare la loro sete di potere.

Purtroppo, l’aspetto, l’origine e gli spostamenti del Santo Graal si perdono nelle pieghe della storia, offuscate da una serie di elementi poco chiari.

La domanda che ci si pone, insomma, è se il Santo Graal esista realmente o sia solo una metafora spirituale. Ammesso che esista, dove si troverebbe adesso?

Due ricercatori spagnoli sono convinti di poter rispondere a tale domanda. Margarita Torres e José Ortega del Río hanno trascorso quasi tre anni per ricostruire la storia del calice. I loro risultati sono stati pubblicati in un libro dal titolo “Los Reyes del Graal” (I Re del Graal) presentato la settimana scorsa.

I due ricercatori scrivono che il Graal si troverebbe nella basilica di Sant’Isidoro, a León, nel nord della Spagna. Il calice in onice, scrivono i due, è contenuto all’interno di un altro antico calice noto come il Calice di Doña Urraca. Gli storici dicono che la reliquia si troverebbe lì fin dall’11° secolo.

“Questa è una scoperta molto importante perché aiuta a risolvere un grande puzzle”, ha detto la Torres, docente di storia medievale presso l’ Università di León. “Crediamo che questo potrebbe essere l’inizio di una meravigliosa nuova fase di ricerca”.

La scoperta è avvenuta un po’ per caso. I due ricercatori erano inizialmente impegnati nello studio di alcuni resti islamici nella basilica di Sant’Isidoro. Durante le indagini, i due hanno scoperto che due documenti egiziani di epoca medievale menzionavano il calice di Cristo, facendo così cambiare rotta alla ricerca.

Le pergamene raccontano di come i musulmani presero il calice sacro della prima comunità cristiana di Gerusalemme e fu quindi portato a Il Cairo. La reliquia fu poi data ad un emiro in Denia, sulla costa mediterranea della Spagna, in cambio dell’aiuto chiesto dagli egiziani per far fronte ad una grave carestia.

Nel medioevo, gran parte della Spagna era sotto il dominio musulmano. Ma la coppa, al termine dell’occupazione islamica, entrò in possesso del re cristiano Ferdinando I di Castiglia. Torres e del Río ammettono che i primi 400 anni di storia del calice rimangono un mistero e non è possibile dire con certezza se quel calice abbia davvero toccato le labbra di Gesù Cristo.

Con una certa sicurezza, i due storici affermano che la coppa in questione è stata realizzata tra il 200 a.C. e il 100 d.C. Inoltre, a loro parere non c’è alcun dubbio che questo calice sia stato venerato dai primi cristiani come il calice usato nell’ultima cena.

“L’unico calice che può essere considerato come il “Calice di Cristo” è quello che ha compiuto il viaggio fino a Il Cairo e poi da Il Cairo fino a León, cioè questo calice”, spiega la Torres a The Irish Times.

Insomma, la ricercatrice spagnola pare essere abbastanza sicura di aver risolto il mistero del Santo Graal. In passato, sono state proposte molte teorie sull’esatta collocazione del calice sacro. Una delle difficoltà maggiori è il fatto che il calice sia stato descritto in maniera molto diversa.

Par alcuni, come per esempio Chrétien de Troyes (1140-1190), la reliquia era simile ad un cesto di frutta, mentre per altri, come il cavaliere e poeta tedesco Wolfram von Eschenbach (1170-1220) era simile ad un vaso di pietra. Una tradizione molto diffusa in Spagna vuole che il Graal sia custodito nella cattedrale di Valencia. Altri credono che il calice si trovi a Gerusalemme, altri ancora che sia custodito nella cattedrale di Genova.

CONDIVIDI: