Ecco i nove passi della fenomenologia delle esperienze ai confini della morte (NDE)
Le esperienze ai confini della morte, anche note come NDE (acronimo inglese Near Death Experience, a volte tradotto in italiano come “esperienza di pre-morte”) sono esperienze vissute e descritte da soggetti che, a causa di gravi malattie o eventi traumatici, hanno sperimentato fisicamente la condizione di coma, arresto cardiocircolatorio e encefalogramma piatto. Al loro risveglio, raccontano di un'esperienza sensoriale che i soggetti stessi definiscono “al di là”.

Le esperienze ai confini della morte rappresentano un fenomeno molto diffuso tra i pazienti vittime di gravi malattie o incidenti mortali, mostrando condizione di coma, arresto cardiocircolatorio e encefalogramma piatto.

Il fenomeno è talmente diffuso che è andato a poco a poco ad imporsi all’attenzione degli studiosi di tutto il mondo.

Sebbene sia convinzione diffusa che non esista valore più grande della vita fisica e paura più grande della morte, lo studio sulle esperienze ai confini della morte potrebbe gettare nuova luce su ciò che avviene alla nostra coscienza dopo la morte biologica del nostro corpo.

Lo psicologo Raymond Moody ha raccolto negli ultimi trent’anni una serie importantissime di testimonianze sulle esperienze ai confini della morte. Il suo testo più importante è stato pubblicato nel 1975 con il titolo “La vita oltre la vita”, con 13 milioni di copie vendute in tutto il mondo.

Dalle descrizioni offerte dai pazienti, Moody ha ricavato una fenomenologia dell’oltre vita che risulta incredibilmente simile in tutte le esperienze seguendo nove precisi passi. Ecco cosa succede in un’esperienza ai confini della morte.

 

1. La sospensione della vita

Il primo passo è la sospensione della vita. Nella fase percepita come quella del trapasso, i pazienti raccontano di avvertire una sorta di rumore persistente, uno strano ronzio.

 

2. Senso di pace

Non appena il rumore passa, il secondo passo comune alle testimonianze racconta di un’indescrivibile sensazione di benessere, calma e felicità. Anche se il trapasso è accompagnato da dolore intenso, non appena si avverte la sensazione di lasciare il corpo, il dolore svanisce per far posto alla pace.

 

3.Uscita dal corpo

Una volta rassicurati e calmati da questa serenità avvolgente, i testimoni raccontano la fase più famosa e conosciuta: l’uscita dal corpo. I pazienti descrivono una sensazione del galleggiamento, diventando spettatori di se stessi. Se c’è un’operazione in corso, qualcuno ha descritto di aver assistito al tentativo di rianimazione dei medici, ma senza nessuna paura o angoscia.

La sensazione che tutti raccontano è quella di aver abbandonato il proprio corpo, avvertendo se stessi come immersi in un corpo spirituale, una sorta di energia vivente. Si ha la capacità di librarsi nello spazio, con movimenti che non rispondono alle leggi della fisica ordinaria.

 

4. L’esperienza del Tunnel

È la fase del tunnel, la più conosciuta e universale delle esperienze. Le testimonianze concordano nella descrizione: si viene attirati a velocità estremamente elevata in un lungo tunnel buio, alla fine del quale splende una intensa e radiosa luce bianco-dorata.

Invece del tunnel, alcuni descrivono la sensazione di allontanarsi rapidamente dal pianeta e di vedere la Terra allontanarsi come farebbe un astronauta in viaggio verso l’esterno dei Sistema Solare.

 

5. Entità Spirituali

Una volta giunti dall’altra parte del tunnel, o dopo essere saliti in cielo, i pazienti raccontato l’incontro con esseri spirituali che splendono di una intensa luce interiore. Spesso scoprono che si tratta di parenti e amici che sono già morti e che sono lì per salutari e cercare di guidare il nuovo arrivato, aiutandolo a muovere i primi passi nella nuova condizione esistenziale.

 

6. L’Essere Supremo

A questo punto, secondo i racconti raccolti da Moody, avviene l’incontro con un essere spirituale supremo, identificato da alcuni come Dio. I testimoni lo descrivono come sole abbacinante, luce dorata, immensa chiarezza bianco-dorata. Raccontano di una luce irreale che abbaglia ma nn offende la vista e tutti riportano che emani una strepitosa sensazione d’amore.

 

7. La revisione di vita

I testimoni raccontano che l’Essere di Luce, a questo punto, è come se invitasse il nuovo arrivato a prendere in esame la propria vita terrena, rivedendo tutto ciò che ha compiuto nel corso della sua esistenza. Da spettatore, si assiste alle immagini della propria esperienza terrena.

Le immagini sono precise, piene di particolari, perfette. Il nuovo arrivato rivede ogni atto fatto ad altre persone, con la sensazione crescente che l’amore è la cosa più importante della vita.

 

8. Riluttanza a rientrare

A questo punto, i pazienti raccontano di aver avvertito il comando dell’Essere di Luce di fare ritorno alla vita terrena. Alcuni i testimoni riportano di aver avuto la possibilità di scegliere se restare o tornare indietro. In entrambi i casi, si prova molta riluttanza a rientrare.

Molti dicono di aver tentano di opporsi al rientro nel corpo terrestre: la pace e la serenità provate erano sensazioni molto difficili da abbandonare. Le persone che decidono di tornare dicono di averlo fatto solo a causa dei loro cari che non si sentono ancora di lasciare soli.

 

9. La consapevolezza

L’ultimo passo è la condizione di consapevolezza condivisa da tutti i testimoni. L’esperienza vissuta appare a tutti come reale. Quasi tutti gli intervistati parlano della certezza di una nuova vita.

 

Letture suggerite:

La vita oltre la vitaRaymond Moody

Esiste una vita dopo la vita? In quale forma? A queste domande eterne e inevitabili Raymond A. Moody risponde in modo nuovo, basandosi su racconti e testimonianze di persone che dopo aver “vissuto” la morte hanno potuto riferire le loro esperienze.

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Per molti di loro la condizione di pre-morte ha cambiato profondamente il modo di concepire la propria esistenza, ampliando gli orizzonti di conoscenza e stimolando la riflessione sui fini ultimi dell’uomo. La loro esperienza si configura così come una grande avventura intellettuale e spirituale, all’incrocio fra scienza, religione e filosofia.

 

 

Esperienze di premorte. Scienza e coscienza al confine tra fisica e metafisicaEnrico Facco

Il tema delle esperienze dei morenti o di chi, creduto morto, sia ritornato in vita, accompagna da sempre la storia dell’umanità, dai racconti di Omero e Platone sino alle odierne esperienze dei pazienti in condizioni di pericolo di vita.

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Le esperienze di premorte (Near Death Experiences, o NDE), fenomeno clinico frequente e complesso, ripropongono concretamente la necessità di una loro spiegazione scientifica e la questione della plausibilità dell’idea di una vita oltre la vita. Un’analisi accurata degli elementi scientifici, psicologici e filosofici utili ad una riflessione critica sulla natura delle NDE e quindi sull’enigma fondamentale della condizione umana da esse posto. Un percorso che conduce il lettore a scoprire come la mente e il mondo fisico da essa percepito siano più ampi di quanto comunemente non si sia portati a credere: pur trattando della fine della vita, questo libro in realtà aiuta a riscoprire il misterioso fascino dell’esistenza e superare la paura della morte.

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