L’enigma dei “binari di pietra” dell’età del bronzo sull’isola di Malta
In diverse aree dell'isola di Malta, e della vicina isola di Gozo, esistono intricate reti di binari paralleli scavati nella roccia calcarea che apparentemente sembrano di origine artificiale. Vengono chiamate “cart ruts” (carreggiate) data la loro somiglianza con le tracce lasciate dai carri. Esistono diverse teorie sulla loro natura, ma finora nessuna sembra essere definitiva, poiché lo studio dei solchi offre più domande che risposte: come si sono formate e se artificiali chi o cosa le ha realizzate?

L’intricata rete di “binari di pietra” sulle isole di Malta e di Gozo è uno degli enigmi più insidiosi che l’archeologia tenta da anni di svelare.

Si tratta di solchi paralleli incisi nella roccia raggiungono anche una profondità di 60 cm, con una distanza media tra i 110 e i 140 cm.

Alcuni solchi si incrociano, mentre altri si diramano verso un’altra direzione formando una sorta di “scambio ferroviario”.

L’età e lo scopo delle tracce è ancora un mistero, ma generalmente gli studiosi presumono che i solchi risalgano al 2 mila a.C., quando arrivarono i nuovi coloni dalla Sicilia e dare inizio all’età del Bronzo su Malta.

Sono state avanzate diverse teorie sull’origine delle tracce. Alcuni studiosi ritengono che i solchi siano stati formati a seguito del continuo passaggio di carri o slitte che trasportavano carichi pesanti in tutto l’isola, come pietre da cave o blocchi megalitici per costruire templi.

Nel corso del tempo, i solchi sarebbero diventati sempre più profondi. Quando l’area fu abbandonata, l’acqua piovana avrebbe poi sciolto la roccia calcarea creando le tracce nella roccia.

Altri studiosi propongono che i solchi siano stati utilizzati come canali di irrigazione per la distribuzione dell’acqua sorgiva fino ai terrazzamenti agricoli. Ma questa teoria è più improbabile, dato che non si capisce perché sarebbero serviti due canali paralleli.

L’archeologo maltese Antonio Bonanno ha proposto un’età più recente dei solchi, ipotizzando che siano stati realizzati dai Fenici intorno al 7° secolo a.C. I solchi, a suo parere, sarebbero stati originati dall’erosione prodotta dalle ruote in legno dei carri fenici.

In un articolo comparso sul sito della Portsmouth University, il professor Mottershead ha sottolineato che la roccia calcarea di Malta è molto morbida e quando è bagnata perde fino all’80% della sua durezza. I carri avrebbero così facilmente creato i solchi seguendo le stesse tracce.

Il problema è che molti solchi sono situati in terreni piuttosto scoscesi e pericolosi, il che pone la questione se le slitte o i carri fossero trainati da persone o animali. Come suggerito nello studio prodotto da Karel J. Hudes, data la natura impervia del terreno, si potrebbe pensare che siano state spinte da persone. In questo caso, come avrebbero fatto a spingere blocchi monolitici pesanti fino alla tonnellata?

Come riporta il sito ufficiale sulle Cart Ruts di Malta, la rete di solchi più intricata si trova sul sito di Misrah Ghar il-Kbir, un insediamento preistorico presso le scogliere di Dingli. Il sito è stato soprannominato “Clapham Junction” dall’inglese David Trump, poiché gli ricordava l’omonima rete ferroviaria della stazione di Londra.

I solchi sembrano essere presenti ovunque e dirigersi in tutte le direzioni, comprendo una superficie pari a circa 8 ettari. Alcune tracce arrivano effettivamente fino alle antiche cave di pietra, avvalorando l’ipotesi che le tracce venissero utilizzate per un qualche tipo di mezzo di trasporto.

Inoltre, come riportato abbondantemente nell’articolo proposto da saeti.org, in prossimità delle tracce sono presenti delle enigmatiche strutture rettangolari, molto simili a piattaforme. Esse sono sparse in tutto l’isola, hanno una lunghezza tra gli 11 e i 37 m e una larghezza tra gli 8 e i 15 m.

Nelle immediate vicinanze di solito è possibile notare un piccolo edificio. Al momento, non è mai stata fornita alcuna spiegazione a queste ulteriori strutture presenti sull’isola e se in qualche modo siano connesse ai binari di pietra.

Su Google Maps sono ben visibili le tracce su tutto l’isola. Alla pagina del saeti.org è possibile ottenere numerose coordinate interessanti

 

Solchi come quelli presenti sulle isole di Malta e Gozo sono state rinvenute anche in altri luoghi del mondo, come in Sardegna, Sicilia, Grecia, Spagna, Francia e Germania.

Non tutte però sembrano avere la stessa origine e non tutte sembrano avere lo stesso scopo. Ma fra tutte, quelle presenti su Malta sono certamente le più impressionanti. È molto probabile che venissero usate come mezzo di trasporto… ma cosa si muoveva su di esse?

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