Possibile fossile marino nelle rocce di Marte
In una foto scattata dal rover Curiosity in missione su Marte sembra scorgersi in una roccia il possibile fossile di un organismo molto simile a quelli appartenenti alla famiglia terrestre degli ammoniti, un gruppo di molluschi estinti, comparsi nel Devoniano Inferiore (circa 400 milioni di anni fa ). Potrebbe trattarsi della prova evidente di antica vita acquatica esistita sul Pianeta Rosso milioni di anni fa?

Un tempo, Marte era ricco di acqua, con fiumi che scorrevano sulla sua superficie fino a riversarsi nei maestosi oceani che ricoprivano parte consistente della sua crosta.

Ormai sono numerosi gli studi che suggeriscono che Marte era un pianeta ricco di acqua. E come insegna la biologia, dove c’è acqua, molto probabilmente c’è vita.

Questo assunto vale anche per Marte? In realtà, sono molti anni che si discute sulla possibilità che il quarto pianeta del Sistema Solare un tempo abbia ospitato la vita e se, in qualche modo, essa sia ancora presente sulla sua superficie.

Nonostante le varie missioni robotiche finora inviate dalla Nasa, almeno ufficialmente non hanno trovato nessun riscontro oggettivo di attività biologica.

Tuttavia, Scott Waring, un internauta diventato famoso per l’avvistamento di numerose anomalie nelle foto ufficiali diffuse dalla Nasa, ha notato una strana formazione incastonata in una roccia marziana fotografata dalla sonda Curiosity pochi giorni fa. [Vedi immagine originale Nasa]

Secondo Waring, il rover avrebbe fotografato inavvertitamente il fossile di un’antica forma di vita acquatica marziana.

Il potenziale fossile è molto simile a quelli presenti sul nostro pianeta è identificati come ammoniti, o anche Ammonoidee, un gruppo di molluschi cefalopodi estinti, comparsi nel Devoniano Inferiore (circa 400 milioni di anni fa) ed estinti intorno al Cretaceo Superiore-Paleocene (cira 65,5 milioni di anni fa) senza lasciare discendenti noti.

Si tratta di animali di ambiente marino, caratterizzati da una conchiglia esterna composta prevalentemente di carbonato di calcio, sotto forma di aragonite, e in parte di una sostanza organica di natura proteica.

La conchiglia era suddivisa internamente da setti in diverse camere, di cui il mollusco occupava solo l’ultima (camera d’abitazione).

Come riporta sul suo blog, Waring rivela che la Nasa sta diffondendo questo tipo di immagini sempre più frequentemente, forse a causa dei tagli subiti nell’ultimo bilancio federale: l’obiettivo sarebbe quello di salvare l’Agenzia Spaziale del progressivo oblio (dato che l’esplorazione spaziale sembra sempre più destinata a finire nelle mani dei privati), oppure quello di ottenere budget maggiori per far fronte alle missioni in agenda.

Waring, comunque, ritiene che questa immagine rappresenti solo la punta dell’iceberg, in quanto la Nasa sarebbe in possesso di decine di centinaia di immagini che proverebbero in maniera incontrovertibile che un tempo Marte era un pianeta pieno zeppo di vita. Rimane difficile comprendere le ragioni di tanta segretezza e reticenza.

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