Due colossali statue egizie in mostra a Luxor
Sono state presentate pochi giorni fa a Luxor due colossali statue di Amenhotep III. Dopo essere rimaste danneggiate per secoli, gli archeologi hanno ricomposto le due statue in quarzite rossa, situandole nel tempio funerario del faraone, loro sito originario.

Domenica scorsa, archeologi egiziani ed europei hanno svelato a Luxor due statue di Amenhotep III di dimensioni davvero notevoli.

I due monoliti in quarzite rossa sono state riposizionate nel loro sito originario che, secondo gli studiosi, era il tempio funerario del re sulla riva occidentale del Nilo.

Il tempio è già famoso per i due colossi di Memnon antichi di 3400 anni, due statue gemelle di Amenhotep III, il cui regno ha segnato l’apice della politica e della cultura della civiltà egizia.

Il sovrano, appartenente alla 18° dinastia, divenne re all’età di 12 anni, con la madre come reggente. Amenhotep ereditò un impero che si estendeva dall’Eufrate al Sudan, consolidando la sua posizione soprattutto attraverso l’arte diplomatica. Morì intorno al 1354 a.C., succedendogli Amenhotep IV, noto come Akhenaton.

“Il mondo era già a conoscenza dei due colossi di Memnon, ma da oggi in poi si parlerà dei quattro colossi di Amenhotep III”, ha dichiarato l’archeologo tedesco-armeno Hourig Sourouzian, direttore del progetto di conservazione del tempio.

Come riporta il Sydney Morning Herald, una statua raffigura Amenhotep III seduto in trono, mentre l’altra lo ritrae in posizione eretta. “Le statue erano in state ridotte in pezzi dalle forze distruttive della natura come terremoti, e più tardi dalle guerre e dal vandalismo. Sono rimaste danneggiate per secoli”, aggiunge Sourouzian.

La statua che raffigura il faraone seduto raggiunge il ragguardevole peso di 250 tonnellate, con un altezza pari a 11,5 metri. Ma come spiegano gli archeologi, la statua manca di una parte della corona, con la quale avrebbe raggiunto l’altezza di 13,5 metri.

 

Accanto alla gamba destra del faraone si erge una figura quasi completa di sua moglie Tiye, la quale indossa una grande parrucca e un lungo abito aderente. Accanto alla gamba sinistra, figurava la statua della regina madre Mutemwya, attualmente andata perduta.

Il trono è decorato su entrambi i lati con scene di vita dell’epoca di Amenhotep III, mostrando l’unificazione dell’Alto e Basso Egitto.

Il team di archeologi ha anche rinvenuto diverse parti di quella che dovevano essere altre statue del faraone e dei suoi parenti, tra cui una testa in alabastro molto ben conservata. “Si tratta di un pezzo unico e raro, dato che non ci sono molte statue di alabastro nel mondo”, spiega Sourouzian. Vicino alla testa è stata trovata una statua della principessa Iset, figlia di Amenhotep III.

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