L’Europa era più avanzata della Mesopotamia: la scrittura è nata nella Valle del Danubio?
Gli archeologi attribuiscono l'invenzione della scrittura ai Sumeri, la prima civiltà moderna comparsa in Mesopotamia. Tuttavia, analizzando sistemi simbolici trovati nell'Europa orientale, alcuni ricercatori ritengono che i veri inventori del linguaggio scritto siano state la civiltà della Valle del Danubio.

Con l’espressione “Civiltà della Valle de Danubio” si fa riferimento a diverse culture avanzate sorte nell’Europa sudorientale e nelle zone circostanti che sono collegate alla valle del Danubio.

La sua nascita si colloca intorno al 7000 a.C., ha raggiunto il picco del suo sviluppo intorno al 5000 a.C., per poi declinare intorno al 3000 a.C., mostrando una continuità culturale durata più di 4 mila anni.

Prima dell’invenzione della scrittura, e prima che fossero istituite le prime città della Mesopotamia e dell’Egitto, la Civiltà della Valle de Danubio è stata tra la cultura più sofisticata e tecnologicamente avanzata del mondo.

L’organizzazione sociale mostrava una struttura gerarchica e le popolazioni vivevano in città agricole prospere e densamente abitate, alcune delle quali hanno raggiunto dimensioni notevoli, fino a 15 mila abitanti. Gli scavi eseguiti presso il sito Nebelivka mostrano edifici alti fino a tre piani, posizionati uno accanto all’altro come in una moderna città.

I maestri ramai della vecchia Europa erano gli artigiani del metallo più avanzati al mondo. Nelle loro tombe, i corpi dei capi europei erano adornanti con grandi quantità d’oro e di rame, fornendo la testimonianza che già nel 5500 a.C. in Europa si lavoravano i metalli ad alte temperature.

Come riporta Ancient Origins, all’apice del suo sviluppo, la Civiltà della Valle del Danubio ha svolto un ruolo culturale importantissimo, sopratutto per quello che secondo alcuni ricercatori potrebbe essere stato il primo sistema di scrittura.

Sebbene una parte degli archeologi ritiene che quello che si ritiene essere una “scrittura” non è altro che una serie di figure geometriche e simboli, altri ritengono che la sequenza di simboli si configuri come un vero e proprio sistema di lingua scritta.

Se tale teoria dovesse rivelarsi corretta, sarebbe il più antico linguaggio scritto mai trovato, anticipando i Sumeri in Mesopotamia, e forse anche la Tavoletta di Dispilio, datato intorno al 5260 a.C.

Harald Haarmann, scienziato tedesco studioso di linguistica e vicepresidente dell’Istituto di Archeomitologia, sostiene fermamente che le tavole del Danubio siano il più antico sistema di scrittura del mondo.

Secondo il ricercatore, i glifi e i simboli (detti ‘Vinca’) incisi su tavolette di ceramiche risalenti al 5500 a.C. rappresentano un linguaggio ancora da decifrare.

Chiaramente, le implicazioni sono enormi. Potrebbe significare che la Civiltà della Valle del Danubio precede di gran lunga tutte le altre civiltà finora conosciute. La conferma verrebbe anche dalle migliaia di manufatti ritrovati.

Tuttavia, la maggioranza degli studiosi della Mesopotamia respinge la proposta di Haaemann, suggerendo che i simboli sulle tavolette sono solo decorativi, nonostante ci siano circa 700 diversi simboli simili a quelli utilizzati nei geroglifici egiziani.

Costoro ritengono che la Civiltà del Danubio abbia copiato segni e simboli delle civiltà mesopotamiche, nonostante il fatto che i supporti di ceramica siano più antichi di quelli della mezzaluna fertile.

Probabilmente, i ricercatori delle culture mesopotamiche temono di perdere il primato della comparsa sul palcoscenico della storia. Certamente, la proposta di Haarmann merita ulteriori ricerche al fine di confermare se i simboli del Danubio rappresentino davvero la lingua scritta più antica del mondo.

Comunque, gli studiosi moderni hanno fornito visioni molto diverse su quanto ci è pervenuto dalla vecchia Europa.

Una cosa però è chiara: molto prima di quanto si pensasse, l’Europa sudorientale ha raggiunto un livello di competenza tecnologica, creatività artistica e raffinatezza sociale che stiamo appena cominciando a comprendere e che sfida decisamente le nostre categorie culturali standard.

CONDIVIDI: