Sub trovano teschi allungati in sito Maya sommerso
Una cavità sommersa nel sud del Messico ha conservato per lungo tempo una grande quantità di teschi allungati e ossa umane. A scoprire i reperti è stato l'archeologo Bradley Russell, che insieme al suo team ha trascorso quasi due settimane in decine di immersioni .

Un cenote (un pozzo naturale causato dal crollo della roccia calcarea), che terrorizzava gli abitanti dei villaggi locali è stata da poco esplorata da un gruppo di archeologi subacquei guidato da Bradley Russell.

La cavità era disseminata di teschi allungati e ossa umane. Conosciuta come Sac Uayum, il cenote è situato nella penisola messicana dello Yucatan. Esso veniva utilizzato dagli antichi Maya per offerte sacrificali.

Come riporta l’articolo del National Geographic, Sac Uayum si trova a poca distanza dalle rovine dell’antica città Maya di Mayapán, a circa 40 chilometri a sud di Mérida, la capitale dello stato messicano dello Yucatan.

Tra il 12° e il 15° secolo, Mayapán è stato un importante centro politico, caratterizzato da una cittadella racchiusa all’interno di un muro di pietra. All’interno delle mura della città si contavano circa 40 cenote, i quali fornivano acqua ai suoi 17 mila abitanti. Forse è stata proprio questa che spinse gli antichi a costruire la città proprio in questo luogo.

Tuttavia, quello di Sac Uayum non è un cenote tipico. La leggenda locale vuole che a guardia della misteriosa caverna ci sia un serpente piumato con la testa di cavallo.

I residenti più anziani del vicino villaggio di Telchaquillo raccontano storie di persone che hanno visto il serpente appollaiato su di un albero, saltare giù e immergersi nel cenote. Per tale ragione, gli abitanti del villaggio evitano di avvicinarsi a Sac Uayum per evitare di imbattersi nella mostruosa creatura.

Per esplorare il sito sommerso, l’archeologo Bradley Russell e il suo team hanno trascorso due settimane ad immergersi nel cenote.

Prima di iniziare l’esplorazione, lo sciamano Teodormio San Sores ha guidato una cerimonia tradizionale chiamata Jeets’ Lu’um (calmare la terra), per chiedere il permesso agli dei per entrare nella caverna e per placare il leggendario serpente piumato.

Sin dalle prime immersioni gli archeologi hanno scoperto la vera ragione per cui gli abitanti del villaggio temono il cenote. Le indagini hanno rivelato che qualcosa di terribile è successo in passato, e forse sono collegati ai fatti storici che tramandati nel corso dei secoli hanno portato allo sviluppo di miti e leggende.

Gli archeologi hanno scoperto due camere collegate tra loro tramite un tunnel, i cui pavimenti erano cosparsi di ossa umane. Finora il team ha individuato dieci teschi nella prima camera e cinque nel secondo. Ma si pensa che i reperti nascosti tra i sedimenti e le rocce possano essere molti di più.

Tuttavia, quelli trovati non sembrano essere teschi normali, in quanto i crani risultano allungati, coerentemente con altri reperti trovati in tombe precolombiane dello stesso periodo. Secondo Russel, i teschi sono stati volutamente appiattiti durante l’infanzia, anche se il motivo alla base di questa pratica è ancora oggetto di discussione tra gli archeologi.

I segni sulle ossa indicano anche la causa della morte, che probabilmente è avvenuta a seguito di un omicidio rituale. Pochissimi reperti sono stati trovati e nessuno di questi sembra suggerire che si tratti di persone appartenenti all’alite o che siano state sottoposte a qualche tipo di trattamento speciale.

Le ossa e i teschi appartengono sia a maschi che a femmine, adulti e ragazzi. Ma la vera domanda che si pongono i ricercatori è: che ci fanno in quella cavità? La maggior parte dei residenti di Mayapán, infatti, è stata sepolta sotto o vicino le loro abitazioni, quindi il cenote di Sac Uayum non doveva essere un cimitero convenzionale.

Russell si è chiesto se la posizione del cenote non possa essere già un indizio. Sac Uayum si trova a sud di Mayapán, il luogo mitico che i Maya tradizionalmente associavano al principio malevolo all’origine dell’umanità. I morti potrebbero essere stati sepolti in questo luogo in attesa del prossimo ciclo noto come Xibalba.

In alternativa, Russell suggerisce che i morti potrebbero essere stati degli appestati, vittime di qualche malattia particolarmente contagiosa. “Nessuno vorrebbe costoro vicino al resto della popolazione. E nessuno vorrebbe bere l’acqua del cenote”, ha detto l’archeologo. “Questo spiegherebbe perché Sac Uayum sembra essere stato deliberatamente escluso dai confini della città”.

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