L’enigma della sconosciuta civiltà di El Cano in Panama
Nel 2010, nella provincia di Cocle, Panama, è stata fatta una scoperta molto importante: un cimitero precolombiano collocabile tra il 400 e il 900 d.C., periodo nel quale la civiltà Maya aveva raggiunto il suo massimo sviluppo. Gli indizi rivelano l'esistenza di una sofisticata popolazione del tutto sconosciuta ai ricercatori.

In uno scavo eseguito a Caño de Nata in collaborazione tra la National Geographic Society, l’Istituto Nazionale della Cultura del Panama e la Segreteria Nazionale della Scienza Tecnologia e Innovazione, i ricercatori hanno portato alla luce un vero e proprio tesoro.

Il cimitero scoperto dagli archeologi conservava numerosi corpi e manufatti in oro di una cultura precolombiana ancora sconosciuta ai ricercatori.

Le tombe sono collocate su livelli diversi di profondità e quelle dei guerrieri sono letteralmente sommerse d’oro, rendendo la scoperta una della più ricche della storia archeologica recente.

La straordinaria quantità d’oro trovata a Caño de Nata mostra quanto fosse importante il metallo prezioso per quelle società e come esso fosse usato come indice dello status.

L’analisi dei reperti ha suggerito che si tratta di una popolazione organizzata gerarchicamente, che probabilmente ha raggiunto l’apice del suo sviluppo tra il 400 e il 900 d.C., parallelamente al vertice dello splendore conquistato dai Maya.

Come spiega l’archeologa Julia Mayo nell’articolo del National Geographic, tra i vari gioielli e manufatti rinvenuti, alcuni rappresentano strane entità mitologiche metà umane e metà animali, simili ai lupi mannari e ai vampiri moderni.

Un aspetto decisamente insolito è stato il ritrovamento delle ossa di un pesce palla, molto velenoso, nei sepolcri. Secondo i ricercatori, questo potrebbe significare che il veleno dell’animale possa essere stato usato per un omicidio rituale. Tutti i corpi sono circondati con pezzi di ceramica per ragioni che i ricercatori ignorano.

Gli esperti dello Smithsonian Institution hanno analizzato i reperti portati alla luce dalla scquadre della Mayo, scoprendo che l’oro utilizzato è stato estratto e lavorato nella regione, mettendo la parola fine alla convinzione da parte di alcuni archeologi che i tesori del Panama fossero stati importati dal sud, dove risiedevano culture presumibilmente più antiche.

Nonostante i nativi della zona avrebbero potuto vivere in semplici capanne, erano abbastanza evoluti e sofisticati da sviluppare una classe di maestri artigiani abilitati a produrre arte estremamente raffinata.

Purtroppo non si sa molto della cultura che ha realizzato il cimitero. L’unica cosa conosciuta è che in questo territorio risiedeva il popolo dei Nata, le prime persone che gli spagnoli incontrarono quando conquistarono la zona. Tuttavia, la loro distruzione è stata così completa che ad oggi non si sa nemmeno quale lingua parlassero.

I ricercatori sperano di poter trovare altri reperti e tombe, così da far luce su questo antico popolo dimenticato tra le pieghe della storia.

La Mayo è convinta che il cimitero contenga una ventina di ulteriori tombe di governanti, simili a quelle già scavate. Considerando il tempo impiegato per scavare quanto già trovato, pari a circa il 2% di tutto il patrimonio sotterrato, la Mayo ha stimato che per portare alla luce l’intero sito occorreranno circa 196 anni!

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