Mesa Verde: l’ascesa e l’enigmatica scomparsa degli Anasazi
Il Parco Nazionale di Mesa Verde è una vasta area archeologica situata nello stato del Colorado, nella contea di Montezuma. La zona si estende su una superficie di 211 chilometri quadrati e comprende numerosi insediamenti antichi di un popolo ancestrale denominato Anasazi. Si tratta di villaggi costruiti nel corso del XIII secolo, realizzati all’interno degli incavi delle colline rocciose, i “cliff dwellings”, L’insediamento più conosciuto è quello di Cliff Palace.

Mesa Verde è un nome spagnolo che significa “tavolo verde”, mentre Anasazi è il termine navajo che si può tradurre con “antenati” o “antenati nemici”.

Anche se gli Anasazi non hanno sviluppato un sistema di scrittura, ciò che hanno lasciato a livello architettonico, assieme alle tradizioni orali, hanno permesso ai ricercatori di ricostruire il passato di questo antico popolo.

Mesa Verde è inserita in una regione più ampia definita dai ricercatori come Crow Canyon Archaeological Center, un territorio di oltre 26 mila chilometri quadrati che attraversa gli stati dello Utah, Colorado e New Mexico.

Era un luogo molto duro per guadagnarsi da vivere, con inverni molto freddi e nevosi, alternati ad estati torride e lunghi periodi di siccità. “Vivere dei frutti della terra è sempre stata, e continua ad essere, una sfida per affrontare la quale le popolazioni di ogni tempo hanno escogitato le tecniche più ingegnose”, commentano i ricercatori del Crow Canyon.

Gli archeologi hanno denominato le popolazioni che hanno occupato il sito a partire dal 500 d.C. come “basketmakers”, a motivo del ritrovamenti di cestini finemente intrecciati. Dal punto di vista agricolo, le coltivazioni comprendevano mais, zucche e fagioli, integrando l’alimentazione con la caccia e la raccolta di vegetali selvatici.

Ciò che stupisce della popolazione Anasazi è la sofisticata tecnica di costruzione delle loro abitazioni, concettualmente semplici, composte da un focolare, una conserva e un luogo per dormire. L’entrata si trovava sul tetto e vi si accedeva tramite una scala, in quanto le abitazioni erano in parte sotterranee, per mantenere il luogo fresco in estate e caldo in inverno.

Nei villaggi sono stati ritrovati degli ampi edifici anche di 100 metri quadrati, detti “grandi kive”, nei quali si pensa fossero utilizzati dai membri del villaggio per incontri pubblici di socializzazione, matrimoni o soluzione di problemi importanti.

Ascesa e primo crollo

Questo stile di vita sembra aver funzionato per parecchio tempo. Secondo un articolo pubblicato da America Antiquity, la popolazione di Mesa Verde tra il 700 e l’850 d.C. è quasi raddoppiata.

E’ in questo periodo che compaiono edifici sempre più grandi e l’ampliamento delle strutture già esistenti, realizzate con mattoni, pietra e materiali vegetali, diventando sempre più complesse col passare del tempo.

Ma nel momento in cui gli Anasazi hanno raggiunto l’apice del loro sviluppo, improvvisamente è successo qualcosa che ha spinto le persone a lasciare il sito in massa. Lo studio di America Antiquity rivela che tra l’850 e il 930, Mesa Verde ha visto diminuire drammaticamente la sua popolazione, raggiungendo un livello poco superiore allo zero.

Alcune recenti ricerche suggeriscono che un repentino cambiamento climatico potrebbe aver spinto gli Anasazi ad abbandonare il sito. “Presumibilmente, i settori più produttivi della zona hanno sofferto il brusco calo delle temperature intorno al 900 d.C., compromettendo i raccolti del mais. Gli inverni secchi devono aver aggravato il problema”, scrive American Antiquity.

Il ritorno a Mesa Verde

Ma l’ondata di freddo non durò e dopo il 930 d.C., i reperti indicano un ritorno della popolazione nella regione. Il ritorno degli Anasazi segna anche il tempo della costruzione di “grandi kiva” molto più ampie, utilizzate come strutture pubbliche e come depositi collettivi.

Dopo il 930, la popolazione ha ripreso a crescere fino a fermarsi nel XIII secolo. Durante questo intervallo di tempo sono state realizzate le abitazioni rupestre più complesse. Il National Park Service ha catalogato la presenza di circa 600 di queste strutture.

“Molte delle abitazioni rupestri sono di piccole dimensioni, realizzate in nicchie o grotte poco profonde e con una o massimo due camere”, spiega l’archeologo Larry Nordby. Ma fu realizzata anche una delle strutture a scogliera più grandi del mondo, il Cliff Palace, un edificio con circa 150 camere e quasi due dozzine di kiva.

Cliff Palace conserva ancora molte delle antiche decorazioni originali. “Sono presenti diversi esempi tipici di numerosi impronte di mani sulle porte e una serie di figure zoomorfe dipinte sugli intonaci”, scrive Nordby.

Il secondo crollo

Un secondo drammatico crollo della presenza umana a Mesa Verde si è registrato alla fine del XIII secolo, lasciando una struttura come Cliff Palace in balia dell’abbandono e della rovina.

La popolazione sembra essere emigrata a sud, verso l’Arizona e il New Mexico.

Questa seconda migrazione rappresenta un vero mistero. Secondo i ricercatori potrebbero aver influito diversi fattori, tra cui il cambiamento climatico, la crescita della popolazione e la competizione per le risorse naturali.

Con la contrazione della popolazione, il sito cadde in rovina, le strutture pubbliche cominciarono ad essere utilizzate come depositi per il rifiuti.

Sono stati trovati anche segni di drammatiche battaglie. “Gli archeologi hanno rinvenuti i corpi di alemeno 34 persone uccise sulla fase finale dell’occupazione del villaggio”, scrivono i ricercatori, sottolineando che nessuno dei corpi rinvenuti è stato sepolto secondo le usanze funebri della zona, mostrando evidenti segni di una morte violenta.

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