Il Supertelescopio dell’ESA troverà la prima civiltà extraterrestre entro 15 anni
L'Agenzia Spaziale Europea nel 2024 lancerà in orbita il telescopio Plato costato circa 1 miliardo di Euro. Secondo gli esperti, il supertelescopio avrà un campo visivo venti volte superiore a quello di Kepler della Nasa. Il professor Don Pollacco, dell'Università di Warwick e coordinatore della nuova missione dell'ESA, è convinto che il telescopio sarà in grado di rilevare tracce di civiltà extraterrestri.

Plato è un tipo di telescopio spaziale completamente nuovo. In effetti, può definirsi come un sistema di telescopi, piuttosto che un telescopio con una lente singola.

Il suo funzionamento sarà simile a quello dell’occhio composito di un insetto, così da ottenere un campo visivo fino a venti volte superiore rispetto al telescopio Kepler della Nasa.

Questo incredibile dettaglio consentirà a Plato di osservare pianeti più piccoli della Terra e a distanze simili a quella che intercorre tra il nostro pianeta e il Sole.

Come afferma Don Pollacco, astronomo dell’Università di Warwick e coordinatore della missione Plato, le potenzialità del nuovo strumento, il cui lancio è previsto nel 2024, sollevano la prospettiva concreta di trovare una civiltà aliena tra le stelle entro i prossimi 15 anni.

Il telescopio spaziale sarà equipaggiato con telecamere ad alta definizione e osserverà lo spazio continuamente, senza essere soggetto al sorgere del sole o alle interferenze dell’atmosfera terrestre. L’incredibile dettaglio consentirà di osservare pianeti extrasolari più piccoli della Terra. Finora, infatti, con le attuali tecnologie sono stati individuati solo pianeti più grandi del nostro pianeta.

A differenza delle missioni precedenti, Plato si concentrerà proprio su questi pianeti minori, che teoricamente dovrebbero somigliare ai pianeti del Sistema Solare.

Ma le meraviglie di Plato non finiscono qui. Come spiega Don Pollacco, il supertelescopio sarà in grado di individuare segni di ‘inquinamento’ nelle atmosfere dei pianeti extrasolari, segno potenziale della presenza di una civiltà aliena sulla loro superficie.

“Ci sono cose che non ti aspetti di trovare in natura, e l’inquinamento è una di quelle più ovvie”, spiega Pollacco al Coventry Telegraph. “Sto parlando di alcuni tipi di metallo che non dovrebbero esistere in quello stato nell’atmosfera. Questo potrebbe essere interpretato come un segno di un qualche tipo di civiltà”.

Le osservazioni di Plato prepareranno la strada agli scienziati impegnati nella ricerca di vita aliena, individuando indizi utili sui pianeti extrasolari simili alla Terra in orbita vicina alle loro stelle.

Tuttavia, data la vastità del cosmo e la sua vetusta età, le probabilità di inciampare in una società industriale extraterrestre potrebbero essere molto basse, ma il dottor Pollacco ritiene che non si può nemmeno completamente escludere.

“Potremmo fare questo per tutta la nostra vita, ed è una cosa molto eccitante. Cambierebbe tutto, sarebbe davvero fantastico”, dice l’astronomo. “Per lungo tempo molti di noi sono stati guidati da questa idea”.

L’Agenzia Spaziale Europea ha annunciato che Plato fa parte del Programma Cosmic Vision per il decennio 2015-2025. Grazie ad un sistema di 34 singoli telescopi, Plato sarà in grado di cercare pianeti extrasolari simili alla Terra in un gruppo ampio fino a un milione di stelle.

Plato monitorerà le stelle alla ricerca di piccole variazioni nella loro luminosità, indice del passaggio orbitale di un pianeta. Ma il telescopio rileverà anche l’oscillazione della stella causata dalla gravità del pianeta in orbita attorno ad essa.

Le osservazioni del telescopio permetteranno di analizzare la composizione dei pianeti extrasolari con un dettaglio che non è mai stato raggiunto prima.

Pollacco ritiene che l’eventuale scoperta di una civiltà industriale aliena possa verificarsi nei prossimi quindici anni, modificando per sempre la nostra visione della vita.

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