Ma se il pianeta Terra si sta riscaldando, allora perché fa tanto freddo?
Da più luoghi del nostro pianeta arrivano notizie di freddo estremo con alcuni record infranti dalla colonnina dei termometri: la Slovenia è alle prese con la peggiore ondata di freddo polare che si ricordi; nell'Europa dell'ovest tempeste con raffiche di vento fino a 110 km/h stanno sferzando la Francia; mentre New York sta vivendo un inverno eccezionalmente nevoso, contemporaneamente una tempesta atlantica sta flagellando l’Inghilterra. Il Nord est degli Stati Uniti e il Sud Est della Gran Bretagna, uguali e contrari, sono uniti sotto la stessa piaga. Nella morsa del freddo anche l'Iran, dove da oltre mezzo non cadevano due metri di neve.

Dall’Irlanda alla Slovenia, fino al Nord America e all’Iran, il ‘grande freddo’ sembra essere il protagonista delle ultime settimane, come riportano i bollettini pubblicati da it.euronews.com.

In Slovenia si sta verificando l’ondata di freddo polare peggiore che si ricordi. La neve è caduta copiosa, e quasi ovunque ha messo fuori gioco la rete di distribuzione elettrica.

Si registrano difficoltà nell’erogazione dell’acqua potabile, e supermercati presi d’assalto.

L’ondata di gelo ha distrutto la vegetazione in metà delle foreste slovene. E già si parla del più grande disastro naturale nella storia della regione.

Una casa su quattro è senza elettricità in tutto il Paese e le previsioni annunciano ancora neve e venti forti che potrebbero causare la rottura degli alberi già appesantiti dal ghiaccio.

Le forze locali faticano a garantire i soccorsi, mentre da Austria, Germania e Repubblica Ceca sono arrivati in aiuto dei generatori elettrici.

Situazione d’emergenza anche in Polonia, dove le temperature piombate sotto lo zero hanno causato almeno 34 morti dall’inizio dell’anno. La metà delle vittime sarebbero morte nello scorso week end.

Sulla costa atlantica francese si registrano venti fino a 110 km/h, con onde alte fino ad otto metri. È allerta arancione in 9 dipartimenti della Francia con centinaia di interventi da parte dei vigili del fuoco. Non va meglio sui Pirenei, dove il rischio valanghe è valutato 4 su una scala che va da 1 a 5.

La tempesta Petra ha lasciato senza elettricità 40 mila persone, la maggior parte delle quali in Bretagna. Più a nord, in Irlanda, la città di Cork si è ritrovata sommersa da mezzo metro d’acqua a causa dello straripamento del fiume Lee.

La terza inondazione in 5 giorni che ha lasciato 20 mila case al buio. “È terribile, gli argini sono crollati”, dice un abitante di Cork. “Il centro della città è devastato e i negozi sono tutti chiusi”.

Dopo solo un giorno di tregua, la neve ha ricominciato a cadere su metà del nord America causando disagi in particolare negli aeroporti e alla circolazione stradale.

L’ultimo mese la temperatura media della Grande Mela è stata perennemente sotto la norma di -1,5°C. La temperatura è scesa fino a -5,6°C, e sono caduti ben 20,3 cm di neve, un vero record giornaliero, visto che ha superato i 15,6 cm caduti nello stesso giorno del 1996.

Infine, un’occhiata alle nevicate in Iran, dove da oltre mezzo secolo la provincia di Gilan non riceveva due metri di neve. La provincie che si affacciano sul Mar Caspio sono state colpite da una tempesta di neve senza precedenti almeno negli ultimi 50 anni.

Oltre 500 mila abitazioni sono senza elettricità da sabato scorso e le vie di comunicazione bloccano decine di villaggi. Oltre 11 mila gli automobilisti soccorsi dalla Croce Rossa Iraniana. In alcune regioni del paese le scuole sono rimaste chiuse, e l’esercito ha fatto ricorso alla riserva per fornire soccorsi al mezzo milione di case rimaste al buio.

CONDIVIDI: