La grafica 3D svela il mistero astronomico dell’Ara Pacis di Roma
Nei primi anni dell'Impero Romano (9 a.C.), il Senato romano ordinò la costruzione di un altare in marmo per ricordare un'epoca di pace inaugurato dalla regola dell'imperatore Augusto. Collocato nel Campo Marzio, gli archeologi hanno sempre pensato che l'Ara Pacis Augustae fosse stato progettato per allinearsi con il grande obelisco posto ad esso vicino, oggi collocato in Piazza Montecitorio a Roma, per indicare la data del compleanno di Augusto. Ma una ricostruzione digitale elaborata sui dati della Nasa suggerisce che questa teorie non è corretta.

In un aula della Pontifica Accademia Archeologica del Vaticano, un team di archeologi guidato da Bernard Frischer, professore presso il Dipartimento di Informatica dell’Indiana University, ha diffuso i risultati di uno studio che corregge la teoria corrente sul rapporto tra l’Ara Pacis e l’Obelisco di Montecitorio, due monumenti eretti anticamente da Augusto nel Campo Marzio.

Gli studiosi hanno a lungo creduto che l’obelisco egizio fosse stato eretto come puntatore di una gigantesca meridiana, posizionato in modo che gettasse un’ombra simbolica sulla facciata occidentale dell’Ara Pacis nel giorno del compleanno di Augusto, il 23 settembre. Questa teoria è stata proposta quasi cinquant’anni fa dall’archeologo tedesco Edmund Buchner.

Utilizzando i dati di Horizon System, uno strumento di calcolo online della Nasa che fornisce la posizione esatta dei corpi celesti in qualsiasi momento della storia, il team di Frischer ha realizzato un modello 3D del Campo Marzio, una zona della Roma antica di approssimativamente 2 km², inizialmente posta all’esterno dei confini della città.

Lo studio ha rivelato che la data del 23 settembre è errata. Infatti, i ricercatori hanno scoperto che il vero scopo dell’interazione tra i due monumenti non era l’ombra sull’Ara Pacis, ma la posizione del Sole stesso.

Le simulazioni hanno mostrano che l’Ara Pacis e l’Obelisco di Montecitorio furono allineati in modo tale che, se visti dalla vicina Via Flaminia, l’obelisco sarebbe apparso dietro all’Ara Pacis con il Sole posizionato sulla punta.

Questo fenomeno celeste si sarebbe presentato non nel giorno del compleanno di Augusto, ma il 9 ottobre, data della festa del Tempio di Apollo Palatino.

“La cosa importante non era l’ombra dell’obelisco, ma il Sole visto dalla Via Flaminia sopra la punta dell’obelisco”, ha spiegato Frischer in un comunicato stampa.

Il risultato  conferma il particolare significato tributato sotto Augusto alla data del 9 ottobre. Apollo era una divinità dell’antica religione greca, figlio illegittimo di Zeus e di Leto.

Era considerato dio di tutte le arti, della medicina, della musica e della profezia. Il suo simbolo principale era il Sole. Apollo era anche venerato come dio oracolare, capace di svelare, tramite la sacerdotessa chiamata Pizia, il futuro agli esseri umani.

A differenza di altri dei, Apollo non aveva un equivalente romano diretto, e il suo culto venne importato a Roma direttamente dai Greci.

A partire dalla tarda età Repubblicana, Apollo divenne “alter ego” del Sol Invictus, una delle più importanti divinità romane che fu assunta dalla Chiesa antica come festa del Natale di Cristo quando il cristianesimo divenne religione dell’Impero.

Inoltre, il celebre progetto spaziale Apollo della NASA, che negli anni sessanta portò l’uomo sulla luna, deve il suo nome proprio al dio greco, in quanto protettore delle colonie e dei pionieri.

L’elaborato Tempio di Apollo Palatino venne edificato nel luogo su cui era caduto un fulmine, all’interno delle proprietà di Augusto sul monte Palatino. Il tempio venne dedicato dall’imperatore il 9 ottobre del 28 a.C. e in seguito ceduto allo Stato. “Nessun’altra data sarebbe stata più appropriata di questa”, ritiene Frischer.

L’Obelisco e l’Altare

Lo studio di Frischer e colleghi è solo l’ultimo di una lunga e complessa ricerca che cerca di ricostruire la storia dell’Obelisco di Montecitorio e l’Ara Pacis. Siccome entrambi i monumenti sono stati spostati dalle loro posizioni originali, il team di Frischer ha dovuto utilizzare una combinazione di dati storici, indagini sul campo e coordinate GPS per elaborare il loro modello archeologico tridimensionale.

L’obelisco fu originariamente realizzato nel 6° secolo a.C., durante il regno del faraone egiziano Psammetico II (595-589 a.C.), appartenente alla 26° dinastia, e collocato nella città di Eliopoli, in Egitto.

Fu Augusto a volere che nel 10 a.C. l’obelisco fosse portato a Roma e collocato nel Campo Marzio, molto probabilmente come monumento che rappresentasse la sua vittoria su marco Antonio e Cleopatra nella battaglia di Azio avvenuta due decenni prima.

Il megalite in seguito crollò e rimase nascosto per centinaia di anni. Fu poi riscoperto nel 15° secolo, ma solo nel 1972, per volere di papa Pio VI, fu recuperato, restaurato e collocato nella sua posizione attuale in Piazza Montecitorio.

La costruzione dell’Ara Pacis, invece, fu decisa dal Senato romano il 4 luglio del 13 a.C., commissionando un altare dedicato alle imprese di Augusto in occasione del ritorno di Augusto da una spedizione pacificatrice di tre anni in Spagna e nella Gallia meridionale. Il monumento era collocato con un’entrata sull’antica via Flaminia e una verso il Campo Marzio.

Nel II secolo d.C. il livello delle acque della zona si alzò notevolmente e l’ara dovette essere circondata da un muro di mattoni: ormai sporgeva dal terreno solo a partire dai fregi figurati. Dopo essere stato completamente sepolto sotto il limo per diversi secoli, l’altare fu riscoperto nel 1568.

Infine, nel 1930, sotto la dittatura di Benito Mussolini, l’altare fu scavato, smontato, trasferito e rimontato in un padiglione appositamente eretto per ospitarlo, reinterpretandolo come un simbolo del fascismo italiano.

Tra la fine degli anni ’90 e l’inizio del 2000, l’architetto Richard Meier ha progettato un nuovo padiglione per il monumento, tornato ad essere visitabile nel 2006.

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