22 febbraio 2014: l’Apocalisse dei Vichinghi
L'apocalisse dei Maya ci ha dato l'occasione di conoscere nel dettaglio una delle civiltà mesoamericane più affascinanti e misteriose della storia. Ora è il momento di concentrarsi su 'Ragnarök', il giorno della fine del mondo che secondo la mitologia norrena dei vichinghi si sta avvicinando rapidamente.
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Il tema della ‘Fine del Mondo’ impaurisce e affascina uomini e donne di ogni tempo e di ogni luogo.

È come se l’umanità avvertisse nel profondo della sua coscienza che tutte le cose sono destinate a finire e che la sua storia si dirige verso un completamento.

Alcuni psicologi sociali ritengono che il mito, e per certi aspetti il desiderio della fine del mondo sia alimentato dalla profonda delusione generata dal progresso sociale e tecnologico, il quale non è stato in grado di realizzare le sue promessa di uguaglianza e benessere. Da qui, la voglia di rottura e di discontinuità con una realtà non in grado di generare felicità e senso.

Dopo esserci concentrati tanto sulla fantomatica profezia maya che avrebbe voluto vedere la fine del mondo il 21 dicembre 2012, gli interpreti della mitologica norrena delle antiche popolazioni vichinghe sottolineano l’approssimarsi della data considerata come la fine della storia umana: 22 febbraio 2014.

Conosciuta come Ragnarök (destino degli dei), l’apocalisse vichinga prende il via con il suono del corno del dio norreno Heimdallr. Alla fine dei tempi, le forze del caos (disordine) primordiale, sotto la guida di Loki, spezzeranno le loro catene e prenderanno il sopravvento sul cosmo (ordine), dando via alla battaglia finale.

I segni dell’approssimarsi della fine saranno individuabili nella elevata immoralità dell’umanità: i fratelli si combatteranno l’un l’altro per uccidersi; nessun uomo avrà pietà per l’altro uomo. Si sentirà di unioni aberranti tra fratelli e sorelle, e tra genitori e figli; la prostituzione sarà ampiamente diffusa.

Secondo le leggende vichinghe, un altro segno premonitore dell’Apocalisse sarà l’avvicendarsi di tre inversi gelidi, uno dietro l’altro. Durante l’Apocalisse, il Sole si oscurerà perché verrà divorato dal lupo Skoll, mentre suo fratello Hati provvederà a cibarsi della Luna. Le stelle cadranno e la terra sarà consegnata all’oscurità eterna. Ci saranno grandi terremoti , il mare si riverserà sulla terra e il cielo sarà macchiato di sangue.

Le due forze contrapposte si annienteranno a vicenda, distruggendo con loro l’intera creazione. Dalle sue ceneri, tuttavia, risorgerà un nuovo mondo, prendendo il principio da una nuova coppia superstite della battaglia, Líf e Lífþrasir, ricominciando cos’ un nuovo ciclo di ascesa e decadenza. Gli studiosi discutono dell’eventuale peso di un influenza cristiana su queste credenze.

La mitologia norrena

Con mitologia norrena, mitologia nordica o mitologia scandinava ci si riferisce all’insieme dei miti appartenenti alla religione tradizionale precristiana dei popoli scandinavi, inclusi quelli che colonizzarono l’Islanda e le Isole Fær Øer, dove le fonti scritte della mitologia norrena furono assemblate. È da ritenersi un ramo della mitologia germanica (che include anche la mitologia anglosassone o inglese).

Per la maggior parte dell’età vichinga, i racconti vennero tramandati oralmente e le conoscenze degli studiosi al suo riguardo sono principalmente basate su testi medievali, compilati successivamente all’introduzione del Cristianesimo tra i popoli germanici.

Nel folklore scandinavo, queste credenze sono durate a lungo anche successivamente al Medioevo, in alcune aree rurali si sono conservate fino ai nostri giorni, venendo di recente riportate alla luce nei movimenti religiosi eteni. Secondo l’interpretazione degli esperti di mitologia norrena del Viking Centre di Jorvik, il suono dell’antico corno sentito sui tetti di York è presagio di sventura e l’inizio del conto alla rovescia per l’Apocalisse Nordica.

Il corno apparteneva al dio norvegese Heimdallr, il quale ha il compito di avvertire gli uomini dell’inizio del Ragnarök che dovrebbe compiersi in meno di 100 giorni, in concomitanza con la data finale del Festival di Jorvik programmato nella città di York per il 22 febbraio 2014.

Ma perché il Ragnarök è considerato imminente?

Danielle Daglan, del Viking Centre di Jorvik, ha spiegato al Daily Mail che un certo numero di eventi recenti sembrano confermare le profezie riguardanti il Ragnarök, tanto da convincerli che ormai l’Apocalisse Vichinga sia imminente.

La leggenda afferma che ‘il primo preavviso sarà quando il fratello combatterà contro il fratello e tutti i confini che esistono saranno sbriciolati’. “L’idea che i confini possano crollare ci sembra realizzata con l’avvento di Internet, dove è possibile comunicare con milioni di persone contemporaneamente in tutto il mondo”, spiega Daglan.

Inoltre, la tradizione vichinga parla di un inverno gelido che avvolgerà la Terra prima dell’Apocalisse. “Ci sono previsioni basate su studi recenti che sembrano confermare che ci stiamo avviando verso una ‘Piccola Era Glaciale’ dovuta ad un calo dell’attività solare”, continua Daglan.

Un’altra parte delle leggenda narra che il serpente di Midgard, il cui nome è Jormungand, dovrà liberarsi dalle catene e la sua coda causerà un innalzamento catastrofico dell’oceano. Secondo gli interpreti, i recenti tsunami che hanno flagellato varie zone del pianeta sono il segno della liberazione di Jormungand.

Tradizionalmente, il Festival Vichingo di Jolablot segna la fine dell’inverno, che casualmente l’anno prossimo coincide con la fine del mondo. Pur non essendo una conclusione scientifica, i vichinghi sono amanti delle feste e mai si perderebbero un evento tento importante come il Ragnarök.

Davvero il 22 febbraio 2014 le forze del caos ingaggeranno la battaglia finale con le forze del cosmo, distruggendo il mondo come lo conosciamo e dando via al nuovo ciclo della creazione?

Oppure, molto più prosaicamente, la data del Ragnarök è stata stabilità per dare un po’ di pubblicità ad una manifestazione ancora poco conosciuta? Nell’uno e nell’altro caso, l’occasione è ghiotta per conoscere un po’ di più le tradizioni mitologiche del nord Europa che certamente hanno influenzato lo sviluppo culturale del vecchio continente.

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