L’imminente ‘Era Glaciale’ e la bufala del ‘Riscaldamento Globale’: giallo sui rivelatori di temperatura al Polo Nord

Due fazioni si fronteggiano a colpi di ricerche e colpi bassi! I 'glacialisti' sono convinti che nel giro di due anni il pianeta entrerà in una nuova 'era glaciale, mentre i 'Riscaldisti' affermano che nei prossimi anni le temperature planetarie continueranno a salire a causa dell'effetto serra. E per di più, un piccolo giallo sui rilevatori delle temperature nell'Artico che non segnalano più l'aumento delle temperature. Cosa ci aspetta veramente?
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Sono passati ormai alcuni anni da quando Al Gore, l’ex candidato alla Casa Bianca per il Partito Democratico, presento il suo famoso film Una scomoda verità, nel quale si metteva in evidenza l’inesorabile aumento delle temperature planetarie dovuto alla sempre crescente immissione di CO2 in atmosfera.

Nonostante Al Gore non fosse un esperto in climatologia e scienze affini, la sua predicazione ha convinto la stragrande parte del pubblico mondiale che le conclusioni tratte alla fine dei suoi ragionamenti fossero corrette, convincendo anche le nuove generazioni del nesso profondo tra aumento di anidride carbonica in atmosfera e aumento delle temperature.

Come riporta la Pravda, non tutta la scienza però era concorde nelle affermazioni conclusive divulgate dal politico americano, e quando veniva chiesto di chiarire il nesso tra CO2 e riscaldamento con dati scientifici più chiari, i sostenitori del ‘Global Warning’ rispondevano che non c’era più tempo per organizzare studi scientifici, dato che era troppo tardi e bisognava agire prima che fosse troppo tardi.

Eppure, mentre gli avvertimenti sul riscaldamento globale diventavano sempre più convincenti, una parte della comunità scientifica notava qualcosa di strano: a partire dal 1998, i grafici sull’aumento della temperatura media mondiale, nonostante l’aumento dell’immissione di CO2, mostravano un sostanziale rallentamento, un fatto ampiamente interpretato da molti come un fallimento fondamentale della teoria del riscaldamento globale.

Insomma, l’impressione è che dietro le affermazioni dei fautori del Global Warming mancasse una scienza rigorosa che potesse confermare la teoria. Il primo studioso a stabilire una relazione tra quantità di biossido di carbonio in atmosfera e quantità di calore superficiale è stato James Hansen, il quale nel 1988 pubblicò uno studio per il calcolo del fattore di correzione di tale connessione.

Lo studio è considerato da molti non scientifico e contraddittorio, in quanto non tiene in debito conto l’estrema complessità del clima terrestre. Inoltre, stabilire un fattore di correzione non può considerarsi scienza, ma solo un artificio matematico per descrivere un fenomeno non totalmente compreso. E’ un dato di fatto che la climatologia è un fenomeno così complesso da sfuggire allo studio scientifico stricto sensu.

Alla fine, un grande segmento del pubblico, tra cui i governanti, si è convinto che il riscaldamento globale sia in procinto di distruggere la vita sul nostro pianeta, senza ammettere critiche e opinioni contrarie sull’argomento, tanto da denigrare i media e i siti web che non concordano con la Teoria del Riscaldamento Globale. Perchè?

Eppure, ci sono diversi studi scientifici di livello qualificatissimo che sembrano invece dimostrare l’esatto contrario, e cioè che il pianeta si sta avviando rapidamente verso una stagione di freddo più intenso, simile a quella sperimentata nel periodo compreso tra il 1550 e il 1850 d.C., definita dai climatologi come ‘Piccola Era Glaciale‘.

Come si spiega questa disconnessione totale tra la realtà oggettiva del ‘Raffreddamento Globale’ e la campagna politica a favore del ‘Riscaldamento Globale’? E come si spiega che nonostante tutti gli avvertimenti dei Riscaldisti e le minacce degli scienziati a loro contigui, non si sia mai preso un solo provvedimento capace di invertire il trend di aumento dell’anidride carbonica in atmosfera?

In realtà, qualcuno particolarmente malizioso ha insinuato che l’allarme sul riscaldamento globale sia fomentato dai banchieri e dai politici al fine di giustificare la tassazione sugli stati e sulle imprese che non adeguano le emissioni di CO2 ai vari protocolli (irrealizzabili) prodotti nel corso degli ultimi anni. Si tratterebbe di una questione connessa alla truffa del Debito Pubblico e al rastrellamento massivo di ulteriori risorse economiche da parte dell’èlite al potere.

Certamente i governi possono mettere in atto solo ciò che il pubblico ritiene giusto e chiede ai suoi politici. Tutti considerano giusto tassare gli stati e le imprese che producono troppa CO2, soprattutto se le persone sentono minacciate le loro vite, anche se il nesso tra quantità di biossido di carbonio e riscaldamento è ancora da provare. In questo, i giornalisti ricoprono un ruolo fondamentale, in quanto sono capaci di plasmare la realtà ad uso e consumo dei loro datori di lavoro (illuminati).

Non è un caso che le più rinomate testate giornalistiche abbiano dato ampio spazio alla questione del riscaldamento globale e dei conseguenti cambiamenti climatici, senza mai dare spazio alle opinioni contrarie e alle spiegazioni alternative. Anzi, spesso sono state organizzate vere e proprie campagne denigratorie nei confronti degli scienziati fautori del Raffreddamento Globale. Ma si sa: i soldi sono più allettanti della verità!

 

Verso il Raffreddamento Globale?

Essendo riusciti nell’intento di convincere la popolazione mondiale della realtà dell’effetto serra e della minaccia che sovrasta la vita degli abitanti del pianeta, convincendo gli stati, le aziende e le persone a pagare miliardi di tasse per le emissioni di CO2, i dati parlano chiaro: negli ultimi 15 anni non vi è stato nessun aumento della temperatura globale, in connessione con la più bassa attività solare registrata negli ultimi 100 anni.

Un gruppo di ricercatori tedeschi suggerisce che se l’andamento si conferma, allora ci stiamo avviando rapidamente verso una nuova piccola era glaciale. L’articolo è stato pubblicato nella versione tedesca dalla popolare rivista di divulgazione scientifica Focus.

Nel 2008, il nostro Sole è entrato nel 11° ciclo e da allora la sua attività è rimasta decisamente bassa. Con l’inizio del 2013 gli studiosi si aspettavano il massimo solare più intenso degli ultimi 100 anni, ma anche questo non è accaduto. Al contrario, si sta assistendo al più debole ciclo solare degli ultimi 100 anni.

Nel corso della Piccola Era Glaciale avvenuta tra il 1550 e il 1850 d.C., i ghiaccia espansero la loro estensione, le colture subirono un brusco calo e si registrarono fenomeno meteorologi animali, come inondazioni, temperature estreme e condizioni meteo particolarmente avverse. Il 10% delle popolazioni del nord Europa fu decimato dal grande freddo, anche se oggi le perdite sarebbero più limitate grazie allo sviluppo tecnologico avvenuto nell’ultimo secolo.

Un dato decisamente interessante è che la piccola era glaciale del 16° secolo è stata preceduta da un periodo di riscaldamento avvenuto in epoca medievale, tra il 900 e il 1400, epoca in cui non esistevano né le fabbriche, né le automobili.

L’articolo di Focus non è l’unico a trattare del Raffreddamento Globale. In alcuni articoli precedenti abbiamo trattato dell’argomento riportando i dati e i commenti di studi che sembrano dimostrare l’approssimarsi di un’epoca di freddo:

Il Sole perde colpi: verso una nuova era glaciale?

Siamo alle soglie di una nuova Piccola Era Glaciale

I dati sembrano confermare il raffreddamento globale

L’ultimo studio, in ordine di tempo, a rilevare il costante abbassamento delle temperature è stato eseguito dallo scienziato russo Habibullo Abdussamatov, dell’Osservatorio Astronomico di San Pietroburgo, le cui conclusioni sono riportate nell’articolo comparso sull’Express.

Secondo i dati citati nello studio, l’estate 2013 è stata la più fredda degli ultimi 200 anni. Abdussamatov ritiene che l’era glaciale potrebbe cominciare già dal 2014, per proseguire nei prossimi 200 anni. “L’ultima diminuzione della temperatura globale è stata osservata in Europa, Nord America e Groenlandia”, ha spiegato lo studioso. “Tutti i canali nei Paesi Bassi congelarono. Anche il Tamigi di Londra e la Senna a Parigi congelavano in inverno. Massicci ghiacciai comparvero sulla in Groenlandia, costringendo le persone a lasciare i loro insediamenti abitati per secoli. Il clima terrestre non è mai stato stabile e mai lo sarà”.

 

Il giallo dei termometri artici e dalla pagina della Stampa.it

Nonostante l’evidenza dei dati, i Riscaldisti non si arrendono e cercano di trovare spiegazioni convincenti a quella che definiscono il mito del Raffreddamento Globale, o comunque una pausa nel Riscaldamento Globale.

A fare da portavoce alle istanze dei Riscaldisti è un articolo comparso sulle pagine elettroniche del giornale inglese Indipendent, secondo il quale gli scienziati hanno finalmente trovato una spiegazione alla tanto decantata ‘pausa’ nel riscaldamento globale: si tratta di un errore di registrazione da parte degli strumenti posizionati al Polo Nord!

I due geni che hanno tratto questa conclusione sono due ricercatori definiti ‘indipendenti’ dell’Indipendent (tutta gente indipendente, a quanto pare!). Per ammissione dello stesso articolista, i due ricercatori, Kevin Cowtan della University of York e Robert Way dell’Università di Ottawa, non sono scienziati del clima, eppure la loro “è considerata come una delle intuizioni più importanti sullo studio delle temperature globali” (I casi sono due: o questi pensano che noi siamo scemi, e quindi sono in cattiva fede, oppure sono loro ad essere scemi e, quindi sono in buona fede).

Non traduciamo l’intero articolo perchè è tutta una celebrazione dei questa grandi intuizione: i rilevatori delle temperature non funzionano bene, e quindi giù in spiegazioni e prove sul riscaldamento globale: potete scegliere tra una incazzatura causata dal sentirsi presi per i fondelli, oppure tra un ironico sorriso causato dalla disperazione di chi non ha più argomenti.

L’ultimo mistero collegato a questo argomento riguarda una testata giornalistica italiana. La Stampa di Torino aveva diligentemente pubblicato l’articolo nel quale veniva riportato quanto scritto dall’Indipendent. A distanza di 7 giorni, l’articolo risulta cancellato dalle pagine web del giornale italiano (vedi link), nonostante Google lo avesse correttamente indicizzato. Bah!