Ghiacci del Polo Nord in aumento è cominciato il “Raffreddamento Globale”?
In barba ai teorici del Riscaldamento Globale, i ghiacci del Polo Nord sembrano smentire l'innalzamento delle temperature del pianeta. Ci stiamo dirigendo verso un periodo di grande freddo? E' cominciato il 'Raffreddamento Globale'?

Sebbene le informazioni raccolte in questi anni abbiano attestato l’inesorabilità del ‘riscaldamento globale’, l’estate artica 2013 segna un’inversione di tendenza in un trend che sembrava ormai consolidato.

I dati diffusi dalla NASA rilevano che nel mese di agosto del 2013 la calotta sul Mar Glaciale Artico ha raggiunto l’estensione di 5,83 milioni di chilometri quadrati, segnando un aumento del 35% rispetto allo stesso mese del 2012. L’anno scorso, infatti, i ghiacci misuravano un’estensione di 4,34 milioni di chilometri quadrati.

Un significativo rimbalzo, dunque, che sembra smentire le profezie di chi negli anni passati aveva annunciato che nel 2013 il Polo Nord sarebbe stato completamente libero dai ghiacci.

E invece, alcune settimane prima dell’inizio dell’autunno, il Polo Nord mostra segni consistenti di ricongelamento, facendo bella mostra di una lastra di ghiaccio ininterrotta grande quanto mezza Europa, che si estende dalle isole canadesi fino alle coste settentrionali della Russia.

Come spiegare questa inversione di tendenza? Il bollettino diffuso dalla NASA, lungi dal confermare l’inversione del trend, afferma che si tratta di una semplice fluttuazione dovuta a fattori climatici imprevisti.

La bassa pressione atmosferica e le nuvole che hanno coperto l’artico per un lungo periodo hanno mantenuto le temperature nordiche più fresche rispetto alla media stagionale, favorendo il rallentamento dello scioglimento.

“Le temperature medie nell’Artico oscillano da una settimana all’altra”, spiega Joey Comiso, ricercatore senior presso il Goddard Space Flight Center e autore principale del capitolo sulle Osservazioni della Criosfera della prossima relazione redatta del Gruppo intergovernativo di esperti sul cambiamento climatico.

Secondo quanto afferma il ricercatore, la comparsa di una potente tempesta in agosto potrebbe aver causato l’attuale inversione di tendenza. Quindi, la NASA afferma e conferma che la calotta di ghiaccio artico si è notevolmente assottigliata negli ultimi dieci anni e continuerà a farlo in futuro.

Ma alcuni eminenti scienziati ritengono che i dati diffusi dalla NASA sono il segnale che il mondo si sta dirigendo verso un periodo di raffreddamento che si prolungherà fino alla metà di questo secolo.

In alcuni articoli recenti, già avevamo riportato il parere di alcuni studiosi che prospettano l’avvento di una nuova ‘Piccola Era Glaciale’, la quale dovrebbe dare le prime avvisaglie già nel corso del 2014.

Conseguenze politiche

Secondo quanto riporta il Daily Mail, i nuovi dati avrebbero innescato un intenso dibattito politico e scientifico. Nel mese di marzo, il giornale aveva rivelato che le temperature globali sono in procinto di scendere al di sottò del livello previsto dagli attuali modelli climatici, con una certezza del 90%.

Il rimbalzo del 2013, e altri indicatori planetari, indicano che le previsioni sul riscaldamento globale risultano gravemente viziate e che i governi mondiali, piuttosto che preparasi ad una Piccola Era Glaciale, hanno investito miliardi di dollari in ‘misure verdi’ che, sostanzialmente, non sono servite a nulla.

Il ritorno della calotta glaciale artica ha costretto le Nazioni Unite a tenere una riunione di crisi. Il Gruppo Intergovernativo di esperti sui Cambiamenti Climatici (UN Intergovernmental Panel on Climate Change – IPCC) dovrebbe pubblicare il suo Quinto Rapporto di Valutazione sulla situazione climatica del nostro pianeta, un enorme studio in tre volumi pubblicato ogni sei o sette anni.

Ma per i governi che finanziano l’IPCC, i nuovi dati richiedono una notevole modifica dello studio di imminente uscita, dato che non spiega correttamente l’inversione di tendenza registrata nel 2013. Sono state richieste più di 1500 modifiche al rapporto di sintesi destinato ai politici.

Cosa succede in Antartide?

La tendenza verso il raffreddamento sembra interessare anche il lato opposto del pianeta. Il ghiaccio marino del Polo Sud sta per raggiungere la più grande estensione mai registrata, attestandosi sui 19,3 milioni di chilometri quadrati. Nel 2012, la misura del ghiaccio antartico era arrivata a 18,3 milioni di chilometri quadrati.

Il fenomeno riflette le differenze e le connessioni tra l’ambiente dell’Artico e quello dell’Antartide, attualmente oggetto di numerosi progetti di ricerca. Il dato sconcertante, e che richiede nuove indagini, è che il tasso al quale l’Artico sta perdendo ghiaccio marino supera la velocità con cui si sta espandendo quello dell’Antartico.

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