Una cometa è caduta sul nostro pianeta 13 mila anni fa
Un evento distruttivo ha sconvolto il pianeta Terra circa 13 mila anni fa! Cosa è successo? Quale la causa del disastro globale che ha causato l'estinzione di numerose specie animali e diverse culture umane? Secondo un recente studio, il nostro pianeta potrebbe essere stato colpito da una cometa.

Un recente cataclisma globale di portata cosmica ha sconvolto la Terra, causando la distruzione di piante e animali, e l’azzeramento delle civiltà allora esistenti.

Tutto ciò è successo 12,9 mila anni fa, quando una cometa colpì la superficie del nostro pianeta, a cui seguì un brusco abbassamento delle temperature, noto come ‘Younger Dryas’, o ‘Grande Gelo’.

L’impatto determinò la fine di quella che è conosciuta come ‘Cultura Clovis’, un gruppo umano preistorico nativo americano che appare per la prima volta nelle rilevazioni archeologiche del Nord America circa 13 mila anni fa.

Come riporta il Daily Mail, i ricercatori della Harvard University hanno tratto questa conclusione dopo aver effettuato una serie di carotaggi nel ghiaccio della Groenlandia, i quali hanno rivelato una concentrazione 100 volte superiore di platino nello strato che corrisponde a 12,9 mila anni fa.

Secondo lo studio pubblicato sulla rivista Proceeding of National Academy of Science, i dati forniscono la prova che sia stata una cometa a gettare il pianeta in una fase estrema di gelo, causando l’estinzione di migliaia di specie viventi.

Ma, secondo alcuni, quella dei ricercatori di Harvard non sarebbe una scoperta, bensì la conferma ad una data che alcuni monumenti megalitici del passato, come le piramidi egiziane o le città megalitiche mesoamericane, hanno impressa nelle loro pietre: un catastrofico cataclisma globale che ha spazzato via gli ‘antichi umani’, circa 13 mila anni fa.

Il cosiddetto ‘Younger Drys’ è un periodo climatico caratterizzato da un rapido abbassamento delle temperature globali, soprattutto alle alte latitudini dell’emisfero settentrionale, databile approssimativamente tra i 12,9 e gli 11,5 mila anni fa.

I ricercatori di Harvard sostengono che i detriti scaraventati nell’atmosfera terrestre dall’impatto con una cometa potrebbero aver rotto l’equilibrio climatico, spazzando via intere culture autoctone come le popolazioni nordamericane ‘Clovis’.

La prova del rapido spopolamento degli uomini di Clovis è l’esiguo numero di siti archeologici che si sono lasciati alle spalle. Inoltre, i pochi siti Clovis e Post-Clovis sono separati da strati archeologicamente sterili di sedimenti, segno di un intervallo temporale tra le civiltà.

I ricercatori ritengono che questa ‘zona morta’ di sedimenti nella documentazione archeologica del Nord America sia cominciato con l’impatto della cometa e sia durato circa 500 anni.

Lo studio dei ricercatori di Harvard, guidato da Michail Petaev, segue di circa un anno un altro studio pubblicato nel mese di luglio del 2012 sempre sulla rivista PNAS, giungendo alle stesse conclusioni.

Il team internazionale di ricercatori aveva scoperto nuove prove a supporto della teoria di un impatto extraterrestre avvenuto quasi 13 mila anni fa. Le loro prove si basano su l materiale trovato in un sottile strato di roccia sedimentaria in Pennsylvania e Carolina del Sud negli Stati Uniti e in Siria.

Questo materiale, quarzo fuso, si distingue poiché al momento della sua creazione esso si può essere formato solo a temperature tra 1700 e 2200 gradi Celsius e come risultato dell’impatto di un corpo cosmico sulla Terra. Tutto ciò conduce a prove che potrebbero fornire un deciso sostegno alla controversa ipotesi Younger Dryas.

“Il quarzo fuso a temperatura molto elevata appare identico a quello prodotto in eventi di impatti cosmici conosciuti, come il Meteor Crater in Arizona, e il campo di tectite australoasiatica,” ha detto James Kennett, professore di scienze della Terra all’Università della California Santa Barbara negli Stati Uniti.

CONDIVIDI: