Scavi portano alla luce una città egiziana del 2000 a.C.

Un’importante scoperta è stata fatta nel corso di una campagna di scavi nel nord dell’Egitto, nel governatorato di El-Yahoud.

Gli archeologi del Ministero di Stato per le Antichità sono ‘inciampati’ nei resti di un’atica città egizia risalente al Medio Regno, epoca collocata tra il 2000 e il 1700 a.C.

La campagna è stata ripresa dopo un lungo periodo di inattività dovuto ai disordini sociali cominciati nel gennaio del 2011.

La città comprende una zona residenziale, ricca di case e palazzi, una necropoli con numerose tombe scavate nella roccia di epoca Hyskos, un tempio dedicato al dio Sotekh.

Inoltre, gli scavi hanno rivelato la presenza di un muro di fortificazione alto 4 metri realizzato con mattoni e malta, indizio rivelatore del fatto che la città necessitasse di una forma di protezione dagli attacchi degli invasori. Doveva trattarsi di una città ricca e importante.

Gli archeologi hanno trovato una serie di reperti notevoli, come intere serie di lampade, amuleti, vasi di terracotta e diversi scarabei. Sono state anche trovate delle rarissime piastrelle decorate, una volta utilizzate per decorare il palazzo del Nuovo Regno dei faraoni Ramesse II (3° faraone della 19° dinastia) e di suo figlio Meneptah (4° faraone della 19° dinastia).

E’ stato Adel Hussein, capo del dipartimento del Ministero, ha spiegare che la campagna di scavi nella zona di El-Yahoud è ripresa dopo quasi due anni e mezzo dall’inizio dei disordini.

Come ha spiegato ad Ahram On Line, la scoperta dell’antica città è molto importante in quanto rivela la vita quotidiana degli antichi egizi dalle soglie del Nuovo Regno, periodo di grande prestigio e prosperità per l’Egitto, fino all’epoca greco-romana, quando Alessandro Magno conquistò l’Egitto, mettendo fine al dominio dei faraoni.

 

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